Written by 05:00 Attualità, Melegnano

A Melegnano si parla di sanità, case di comunità e riforma della legge Maroni

L’epidemia di Covid in Lombardia ha mietuto più di 30 mila vite e non si è ancora esaurita. Nelle fasi iniziale di questa tragedia abbiamo constatato il fallimento del modello di sanità lombardo che ha azzerato le attività di prevenzione e trascurato gli studi epidemiologici, ha svuotato il distretto e chiuso i poliambulatori, ha costruito un meccanismo perverso di competizione fra pubblico e privato che, di fatto, gonfia la sanità privata, rafforzando un sistema a due velocità, quella per i ricchi e quella per i poveri.

Tra poco il consiglio regionale voterà una nuova legge per la sanità dichiarando di voler implementare i servizi di prossimità attraverso le Case di comunità.

Come saranno? Quante e dove? Ci sarà un medico di medicina generale che lavorerà insieme ad altri colleghi, con un team di infermieri e una segreteria efficiente? Gli anziani avranno le cure domiciliari adeguate? Ci sarà la medicina scolastica?

I fondi europei garantiranno la creazione delle case di comunità, ma poiché la spesa corrente per la sanità risulta essere invariata, quali figure professionali le faranno funzionare, vista l’assoluta carenza di personale in ospedale e nel territorio?

Si pensa infine di sostituire la telemedicina alla relazione di fiducia che dovrebbe esserci fra medico e paziente.

Questa legge è peggio della precedente, decisa dalla giunta regionale senza confronto con territorio, sindaci, sindacati, cittadini.

A Melegnano giovedì 25 novembre alle ore 20,30, nella sala consiliare di Melegnano, il Coordinamento per il diritto alla salute Melegnano-Martesana organizza un dibattito. Interverranno Pierluigi Corsini (Cgil della ASST Melegnano-Martesana), Andrea Micheli, medico e direttore della rivista Epidemiologia e Prevenzione, Maurizio Bardi, medico di medicina generale di Milano. Coordina Giovanna Capelli.

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