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Benini, flash mob contro la guerra

di Sara Marsico

Finalmente, dopo due anni di lockdown, le e gli studenti del Benini sono tornati a parlare alla città, con un flash mob contro la guerra, destinato a sensibilizzare la popolazione melegnanese non solo sull’aggressione della Russia contro l’Ucraina, ma contro ogni tipo di guerra.

Un lavoro corale, ricco, intenso, partecipato, con una scelta di testi, musiche e canzoni di qualità.

Tutte le persone hanno partecipato leggendo parole preziose, facendo riflessioni profonde, ciascuna portando una nota diversa, con grande impegno e partecipazione. Sono risuonate le note di Imagine, Generale, C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones, A muso duro, e tanta musica, spesso accompagnata da coreografie e danze acrobatiche, su una piazza gremita di gente, che ha potuto godere della bellezza e della bravura dei nostri e delle nostre giovani.

Uno spettacolo accuratamente preparato, da docenti e studenti, in una sinergia fruttuosa. Il flash mob si è svolto fuori dalla scuola, in cui ancora il Piano antiCovid non lo avrebbe consentito ed è stato il regalo dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze alla città. Moltissimi i cartelloni realizzati dalle classi e la bandiera della pace a ricordare che purtroppo le guerre nel mondo sono ancora tante e che la nostra Costituzione ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.

Chi scrive ha lasciato la scuola a fine agosto 2021 ed è stato commovente vedere come ognuno e ognuna delle persone conosciute quando erano appena entrate a scuola era cresciuta in autorevolezza, assertività, capacità di prendere la parola e di persuasione, facendo emergere quelle qualità che in nuce c’erano già e che è stato una gioia vedere confermate, ma anche apprezzare le performance e la bravura degli altri e delle altre studenti.

Bravissimi i ragazzi che hanno cantato e suonato, in particolare i chitarristi Lorenzo e Alessandro ( ex studente del Benini) e la violinista Veronica.

Il comune di Melegnano ha patrocinato l’iniziativa grazie al coordinamento con la referente di Educazione civica, professoressa Valeria Pilone.

La regia del flash mob è stata della professoressa Miniero, che anche in passato ha preparato le classi in lavori teatrali per la città. Le bellissime coreografie si devono alla professoressa di Scienze motorie Daniela Broda. La scelta dei testi è stata fatta dai ragazzi e dalle ragazze, con la supervisione della professoressa Miniero.

Si è passati da Ungaretti, a Seneca, a Svevo, alle parole di Zelensky, con brani anche in latino e in inglese.

Particolarmente intensa è stata la parte sulle guerre attualmente in corso nelle varie parti del mondo e su cui purtroppo i media non dedicano lo spazio e gli approfondimenti dovuti: Nigeria, Sud Sudan, Somalia, Yemen, Siria, Etiopia e molti altri in cui la fame, la povertà e il mancato riconoscimento dei diritti di una grande parte della popolazione sono insostenibili e che saranno i più puniti dall’aumento dei prezzi dei cereali provocato dal conflitto russo-ucraino.

Molte persone hanno partecipato all’evento, riempiendo la piazza del Municipio senza assembramenti, cantando alcune delle canzoni insieme alle classi e applaudendo più volte questi ragazzi e queste ragazze che speriamo di rivedere nella loro bellezza in altri eventi dedicati alla città.

A chiudere lo spettacolo il sindaco Rodolfo Bertoli, che ha seguito il flash mob dall’inizio insieme al Dirigente scolastico Marco De Giorgi e alle assessore Salvaderi e Ravarini, ringraziando studenti e docenti con parole appassionate.

La professoressa Miniero ha ricordato e dedicato questo flash mob ad Alice e Simone, due studenti che stanno attraversando un difficile momento per la loro salute.

A poco più di un mese dall’inizio di quella che Putin ha chiamato “operazione militare di denazificazione” e che chiamare guerra in Russia è vietato, pena la reclusione, non si vedono spiragli di pace all’orizzonte.

Intanto città ucraine rase al suolo, vittime innocenti come in ogni guerra, perdite ingenti tra le truppe russe, anche se mai dichiarate dal regime, sono quello che quest’aggressione ha prodotto e che purtroppo con l’invio di armi da parte dell’Occidente, che il Papa ha definito una pazzia, è destinato a protrarsi.

A noi europei e a queste e questi giovani purtroppo, oltre alla minaccia dell’uso di bombe nucleari, resta la prospettiva di una recessione futura fortissima e dell’arrivo di un grande numero di profughi da integrare nella nostra economia e nella nostra società. Non sono bastati una scuola e una sanità impoverite nell’ultimo ventennio e un mercato del lavoro giovanile e femminile a cui sono stati tolti quasi tutti i diritti conquistati in anni di lotte per i lavoratori. Non è bastato il riscaldamento globale contro cui si sono battuti i giovani di FridaysForFuture.

Non era questo il mondo che i nostri Padri e le nostre Madri Costituenti avevano immaginato per noi e per le future generazioni, soprattutto quando approvarono l’articolo 11 della nostra Carta, il meno rispettato tra tutti i principi fondamentali dalle classi politiche si sono avvicendate al potere.

Oggi, nel silenzio dei media occupati a parlare solo di guerra, i diritti delle generazioni future sono entrati in Costituzione, all’articolo 9, ma, come spesso è accaduto, facciamo finta di non essercene accorti.

Resta la speranza che la scuola insegni ai cittadini e alle cittadine di domani in che cosa consistono questi diritti e che implicazioni possono avere, di fronte a governi e organizzazioni internazionali che probabilmente li considerano pure dichiarazioni di principio e che non si sentono responsabili della vita delle generazioni future.

Le foto sono di Rossana Galli

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