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Buone nuove per i nostri anziani in Castellini

di Sara Marsico

«Ciao, mamma. Ci vediamo domani alle 10 al Bar della Fondazione Castellini e facciamo colazione. Potremo stare insieme per tre quarti d’ora.»

No, non sto sognando. È proprio vero. Dall’8 novembre la Fondazione Castellini, ottemperando in parte a quanto ha disposto la legge n.126 del 16 settembre 2021, ha accolto le richieste del Comitato familiari Castellini, più volte avanzate in occasione degli incontri con i rappresentanti della Fondazione stessa.

Il cammino per arrivare a questo risultato non è stato facile. Le persone del Comitato hanno dovuto farsi conoscere, inizialmente c’era un po’di diffidenza, ma la via del dialogo si è rivelata la più giusta.

La principale preoccupazione della Fondazione era restare Covid free. Come non essere d’accordo? Ma da troppo tempo i nostri anziani erano costretti a vederci dapprima ogni 15 giorni per 15 minuti, accompagnati da volontari o animatori, attraverso un vetro, poi in un auditorium e raramente in cortile e poi 30 minuti una volta alla settimana. Questo dopo più di un anno di impossibilità di vederli per motivi di sicurezza. Le ordinanze e le circolari del Ministro della salute, dal mese di maggio, richiamavano le RSA a organizzarsi per consentire ai familiari incontri quotidiani di 45 minuti, ma sembrava impossibile, per motivi anche organizzativi, e non solo alla Fondazione Castellini.

Di riunione in riunione a noi è sembrato che la Fondazione abbia cominciato a considerare i familiari non più come veicoli di contagio, ma come risorse e nell’ultima riunione ci è stata data una notizia bellissima: dall’8 novembre sono ammessi incontri quotidiani di 45 minuti dal lunedì al venerdì, in fasce orarie definite (la mattina dalle 9.15 alle 11.45, con ultimo ingresso alle 11 e il pomeriggio dalle 14 alle 17.30, con ultimo ingresso alle 17) per un familiare per ospite.

Il sabato e la domenica è possibile incontrare i propri cari solo su richiesta.

Da tempo, poi, sono ammesse le uscite con i nostri anziani, previa autorizzazione della Fondazione e con assunzione di responsabilità da parte nostra.

Naturalmente le visite quotidiane, una per familiare dell’ospite, sono subordinate al possesso del Green pass, o di un tampone con esito negativo recente, a mascherina FFP2 e alla firma del patto di condivisione della responsabilità.

Esistono ancora alcune criticità: l’ultimo ingresso alle 17 è piuttosto penalizzante per chi lavora, costretto a chiedere permessi al proprio datore di lavoro. Inoltre la legge prevede incontri di 45 minuti anche il sabato e la domenica, giornate sicuramente più favorevoli per chi ha un orario di lavoro che non consente incontri negli orari stabiliti dalla Fondazione e al momento ciò è possibile solo previa autorizzazione.

Tuttavia, in quanto portavoce pro tempore del Comitato, non posso che dirmi contenta di questa soluzione, che però, a nostro parere, avrebbe potuto essere adottata da settembre, quando il clima era più mite e i contagi in Italia molto più bassi.

Adesso la pandemia è in ripresa e dobbiamo stare tutti più attenti, anche se i nostri cari sono già stati tutti sottoposti alla terza dose di vaccino.

La Fondazione ha chiesto la nostra collaborazione nel monitorare la situazione e il rispetto delle regole, soprattutto il divieto di assembramenti. Ed è stato bellissimo poter salire nei nuclei dove sono ospitati i nostri cari, vedere la loro stanza, poterli aiutare a sistemare le loro cose, conoscere il personale che li cura e li assiste.

Un plauso particolare merita tutto il personale, animatori e volontari compresi, grazie ai quali questa organizzazione è stata possibile.

Il responsabile degli animatori ha sempre partecipato alle riunioni tra il Comitato e la Fondazione, in spirito collaborativo.

Il Comitato non esaurisce qui il suo compito, ma continuerà a lavorare affinché la vita dei nostri anziani possa essere migliore, dopo la prova di grande resilienza a cui sono stati sottoposti in questa pandemia e di cui purtroppo in Italia non si è quasi parlato.

In questo periodo tre genitori di persone del Comitato non ce l’hanno fatta e hanno lasciato questa vita. Noi ci siamo uniti al loro dolore. Altri anziani sono caduti in uno stato di depressione, dovuto al prolungato isolamento.

Sarà importante che l’animazione e il supporto dei volontari riprendano ai ritmi della situazione pre-Covid, per sostenere i nostri cari in questo periodo che si prevede lungo e in cui gli incontri con i familiari saranno purtroppo ridotti a 45 minuti al giorno, sabato e domenica esclusi.

Il comitato è aperto alla partecipazione di chiunque, in modo costruttivo, voglia mettere a disposizione il proprio tempo per collaborare con la Fondazione. Questo l’indirizzo di posta elettronica a cui scrivere: comitatofamiliaricastellini@gmail.com.

Speriamo che questa pandemia rallenti e che il tempo, tanto prezioso in questa fase dell’età, da condividere con i nostri cari possa aumentare.

Ribadiamo la nostra convinzione che la relazione con i familiari sia indispensabile per l’equilibrio e la serenità dei nostri cari e che come parenti e amici siamo portatori di quell’affetto che è la cura più importante nella relazione con l’anziano e di cui l’anziano stesso per troppo tempo è stato privato, senza poter avere voce. Di questo si è accorta la legge, che ha stabilito per i familiari un vero e proprio diritto agli incontri.

Le foto di questo articolo sono di © Adriano Carafòli. Sono state realizzate nel massimo rispetto della dignità degli ospiti della RSA Castellini e pubblicate con il consenso dei medesimi o quello dei loro familiari.

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