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Viaggio tra i Comitati di quartiere. E ultimo venne il Centro

di Maurizio Margutti

L’ordinamento del nostro Comune prevede l’istituzione dei comitati di quartiere. Questi comitati hanno però una particolarità: non sono istituiti d’ufficio dal comune, ma vengono attivati dai cittadini, con una procedura stabilita dallo statuto e dal regolamento comunale. Si tratta perciò di strumenti di partecipazione popolare, che possono prendere vita quando i residenti ne ravvisano la necessità.

È questo un percorso importante, basato sull’attività volontaristica dei cittadini, che si traduce in un istituto partecipativo riconosciuto dal consiglio comunale e dotato di facoltà di intervento nell’azione amministrativa, secondo quanto stabilito dalle norme comunali.

Ogni tanto qualcuno si alza e propone di eliminare dalla normativa alcuni strumenti di partecipazione “perché non funzionano”. Nulla di più sbagliato. Infatti può capitare che organismi partecipativi stiano in sonno per anni e poi vengano attivati sullo stimolo di iniziative o problemi. Basti pensare al referendum nazionale. Previsto dalla costituzione, è stato richiesto per la prima volta solo negli anni ’70.

Molto più modestamente a Melegnano vi sono forme partecipative, i comitati degli utenti dei servizi pubblici ad esempio, che sono lì, dormienti, e aspettano ancora di essere svegliati.

I vari comitati di quartiere invece hanno avuto una nascita quanto mai diluita nel tempo. Abbiamo letto su queste pagine la vicenda del primo, il comitato Ovest, nato sul principio degli anni ’90. Si sono succeduti poi quelli di Pertini, Montorfano, Nord e Giardino. Ultimo nato il comitato di quartiere Melegnano Centro.

Il comitato Centro inizia infatti la sua attività nel maggio 2019, con l’elezione degli organi e l’approvazione del programma di lavoro. Poco più di un anno di vita è un tempo troppo breve per tracciarne un bilancio, tanto più se si tratta di un anno nel quale la pandemia, tra le altre cose, ha mortificato anche tutte le attività sociali.

Di solito i comitati nascono sulla scorta di problemi territoriali o attorno a iniziative particolarmente importanti per la comunità. A differenza di quartieri come l’Ovest o Montorfano, il Centro non è interessato da considerevoli trasformazioni prodotte da nuovi insediamenti. È però un ambito problematico dal punto di vista urbanistico e viabilistico, sul quale convergono molteplici attività, con forte capacità attrattiva nei confronti del territorio circostante Melegnano. Vi insistono anche i maggiori monumenti cittadini, a partire dal castello con il suo parco storico. Insomma, è un’area insieme delicata e densa di attività.

Tali attività si sono fatte via via più intense nel corso del tempo, provocando in taluni casi notevole stress in una porzione di territorio molto limitata, compatta e piena di insediamenti. I promotori del Comitato hanno sottolineato soprattutto la pressione esercitata dalle attività serali e notturne, che in molti casi hanno alterato e alterano la convivenza tra residenti e frequentatori.

Non è un segreto che il Comitato nasca anzitutto intorno a questo tema, molto sentito dai residenti. Sono noti i problemi indotti dalla vita notturna. Musica, rumore, schiamazzi, mancato rispetto della quiete pubblica, atti vandalici, liti, sporcizia, parcheggio selvaggio, sensazione di insicurezza… Sono problemi che ormai interessano anche altre zone di Melegnano, come evidenziato spesso dalla cronaca cittadina.

Da questo punto di vista il Comitato ha sempre chiesto all’amministrazione sostanzialmente due cose. Una regolamentazione della cosiddetta “movida”, con il conseguente rispetto delle regole da parte di tutti: operatori e cittadini. In secondo luogo il controllo del territorio, sia con la presenza continuativa della polizia locale in ore serali e il coordinamento con le altre forze dell’ordine, sia attraverso i sistemi di tecnologia avanzata.

In questo anno vi è sempre stata, su queste richieste, l’interlocuzione con l’amministrazione comunale, anche se va detto che parte di esse non ha trovato rispondenza. Soprattutto nella tendenza a far diventare le regole e il controllo definitivi e non episodici o occasionali.

La vita notturna, con i suoi problemi, non è il solo argomento messo in evidenza dal Comitato.  Sul tavolo ci sono la definitiva sistemazione della viabilità cittadina, in particolare di via Conciliazione, e la mitigazione del traffico che attraversa il centro città. Temi connessi anche con la creazione di isole pedonali, la sistemazione di marciapiedi, la creazione di percorsi pedonali in sicurezza. Sono argomenti sui quali il Comitato chiede all’amministrazione di essere sentito e coinvolto nelle scelte.

Sappiamo che la manutenzione di strade e marciapiedi, la pulizia delle aree pubbliche e il decoro delle vie cittadine sono da sempre materia di attenzione e richieste di intervento. In questi ultimi tempi si è aggiunto anche il cattivo funzionamento dell’illuminazione pubblica, che ha tenuto al buio gran parte della città, comprese anche vie e piazze del centro. Analogamente ritenuta non soddisfacente è la raccolta differenziata dei rifiuti, da riorganizzare, incrementare e rendere più ordinata.

Peculiari del centro storico sono invece il mercato e la Fiera del Perdono, attività che da centinaia di anni si svolgono nelle vie e nelle piazze centrali. Il Comitato chiede il rispetto degli orari d’ arrivo e di rilascio delle aree mercatali, la pulizia post mercato anche negli spazi adiacenti e l’avvio di una seria raccolta differenziata dei rifiuti prodotti. Per quanto riguarda la Fiera è stato chiesto il coinvolgimento nel rinato comitato Fiera, insieme agli altri comitati territoriali, visto che proprio nel centro storico, nel reticolo delle sue strade medievali, la Fiera si tiene dal oltre 450 anni.

In apertura, fotografia © Adriano Carafòli

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