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Comuni alla prova del Covid. L’esperienza di Carpiano. Parla il sindaco

a cura della Redazione

È sindaco di Carpiano dal maggio del 2014. Un anno e mezzo fa è stato riconfermato alla guida del suo Comune e dei suoi quattromila abitanti per un altro mandato.

È Paolo Branca, dirigente di azienda prestato alla politica dove, peraltro, sembra starci volentieri.

Lunga militanza nel circolo di Legambiente di Rho, da numerosi anni cittadino di Carpiano, Branca è anche componente del consiglio direttivo del Parco Agricolo Sud Milano, la grande area protetta che circonda tutto il suo paese.

20zero77 l’ha intervistato: Carpiano, infatti, tra i comuni della zona è quello che si è distinto nella battaglia contro il Covid. Ripercorriamo l’impegno del Comune attraverso il racconto del suo sindaco.

«All’inizio abbiamo faticato molto, come tutti del resto. Mancava tutto, mancavano le mascherine, i guanti e i dispositivi di protezione. Poi, con il passare dei giorni abbiamo affinato la risposta alle principali esigenze dei nostri concittadini. Abbiamo allertato la Protezione civile, poi con l’arrivo dei primi quantitativi abbiamo distribuito le mascherine a tutte le famiglie. Abbiamo anche imparato ad affrontare le prime quarantene delle persone contagiate, alle quali abbiamo iniziato a recapitare, anche con l’aiuto dei volontari, i pasti caldi, i farmaci, la spesa. La nostra ‘’Linea Vicina’’ ha funzionato».

Un’attività importante ha riguardato anche il servizio infermieristico a domicilio…

«È stata un’idea indovinata, che in qualche modo si riconnette con la necessità di un’assistenza sanitaria pubblica territoriale. Abbiamo attivato due infermieri che si recavano alle abitazioni delle persone positive per le esigenze infermieristiche. Così pure indovinata è stata l’attivazione del servizio di assistenza psicologica per le persone più fragili, che forse oggi è più utile di ieri. Un servizio particolarmente utile ora, visto che il distanziamento fisico sta durando a lungo e gli effetti iniziano a farsi sentire».

Poi, in diverse tranche, sono arrivati gli aiuti dello stato…

«Esatto. Non ricordo più quante variazioni di bilancio abbiamo approvato. Nel complesso, dal governo sono arrivati circa 300 mila euro di aiuti economici per le spese legate al Covid, comprese le coperture delle mancate entrate. Poi, altri soldi sono arrivati dalla Regione: 200mila euro, questa volta in conto capitale per gli investimenti. I fondi insomma sono arrivati. Ciò che è mancato, invece, è stato l’aiuto economico per mettere in sicurezza anti-Covid i plessi scolastici comunali. Su quel fronte abbiamo dovuto arrangiarci da soli.

Carpiano è stato scelto per uno screening epidemiologico condotto dall’ospedale Sacco di Milano, guidato dal professor Massimo Galli.

«Siamo stati ingaggiati dal Sacco in quanto il nostro Comune aveva caratteristiche demografiche, economiche, sanitarie adatte alla sperimentazione. Non eravamo un centro in zona rossa, non avevamo particolari focolai di epidemia, non siamo dotati di punti di aggregazione dei cittadini rilevanti, come ad esempio un centro commerciale. Avevamo insomma caratteristiche adatte al test di confronto che l’ospedale aveva in mente di effettuare e ha effettuato su più Comuni».

Il sindaco Branca e il professor Massimo Galli dell’ospedale Sacco

E a giugno numerosi sono stati i cittadini di Carpiano che hanno aderito in forma volontaria allo screening…

«Tantissimi. Nel mese di giugno 1.839 persone si sono presentate per sottoporsi a un test sierologico rapido. Un dato che è andato ben oltre le aspettative degli stessi sanitari dell’ospedale. I positivi e le persone selezionate (uno su dieci veniva sottoposto alle altre verifiche), sono stati poi sottoposti al tampone e al test sierologico con prelievo del sangue. Il dato importante emerso dallo screening è stato il basso indice di contagio: un quarto del valore fatto registrare dai cittadini di Castiglione d’Adda, comune del lodigiano particolarmente colpito dal Covid».

Quali sono oggi le condizioni sanitarie della popolazione di Carpiano?

«Oggi, purtroppo, siamo in una condizione diversa. Dopo il “liberi tutti” della scorsa estate, la ripresa delle attività lavorative e scolastiche, dal 1° settembre abbiamo registrato un numero particolarmente alto di contagi. A partire da quella data abbiamo toccato un picco di 120 persone ammalate; oggi la tendenza epidemica si è abbassata e siamo sul centinaio di positivi. Anche i decessi sono aumentati rispetto all’ondata dei mesi scorsi».

Il sindaco e i volontari della Protezione civile al lavoro

Il comune di Carpiano si distingue anche per la forte attività di comunicazione e di presenza sui social…

«È stata una scelta operata fin da subito. Abbiamo prodotto comunicati, informazioni, indicazioni alle persone e alle famiglie. Abbiamo una newsletter con numerosi iscritti e poi utilizziamo il sito web comunale. Insomma, ci serviamo di diversi strumenti per comunicare con i cittadini».

In questa battaglia contro il Covid e i suoi effetti, cos’è mancato e cosa manca ancora.

«È mancato e manca tuttora un servizio sanitario strutturato su base territoriale. Che è l’unica strada che andrebbe percorsa per evitare l’intasamento degli ospedali e dei pronto soccorso. Lo abbiamo capito tutti. Ma in tutti questi mesi nulla è cambiato. Posso dire che si tratta di un disastro nel disastro».

E con l’Ats come vanno le cose?

«Anche in questo caso non bene. Basti vedere come è stata gestita la vicenda dei vaccini antinfluenzali, per non parlare poi, come dicevo prima, della mancanza di iniziativa in materia di sanità di territorio. Sullo sfondo c’è la riforma della legge regionale 23 di cinque anni fa, la legge Maroni di riforma della sanità, che proprio entro la fine anno conclude la sua fase sperimentale. Ma all’orizzonte non si profila nulla…».

Ultima domanda. Quanto tempo in questi mesi la vicenda Covid ha sottratto alle attività ordinarie di sindaco?

«L’impegno è variato secondo le fasi e i mesi. Nel complesso si può stimare che dalla fine di febbraio a oggi il 50% del mio tempo è stato dedicato alla lotta alla pandemia».

Fotografia di ©Adriano Carafòli

La fotografia di apertura è di © Adriano Carafòli

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