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Clamoroso. Il sindaco non ha più la maggioranza. Ma nessuno pare se ne sia accorto

Mancano due mesi al voto e la situazione politica rimane fluida. O meglio, da una parte dello schieramento l’assetto si è ormai consolidato: le forze politiche della destra andranno unite all’appuntamento elettorale attorno alla figura dell’ex sindaco Vito Bellomo. Un fatto importante, che avrà però i suoi contraccolpi, come ad esempio la mancata candidatura a sindaco di Antonio Barbato da parte della Lega. La candidatura dell’ex comandante della polizia locale del comune di Milano è stata infatti sacrificata sull’altare dell’alleanza e della riproposizione dell’ex sindaco di Forza Italia. Vedremo se vi saranno ripercussioni.

La fluidità invece sta tutta nello schieramento progressista.

Il partito democratico ha infatti rotto col proprio sindaco, anche se per la verità ad andarsene dal partito di provenienza è stato l’attuale primo cittadino, non accettando la sfida delle primarie decisa dal Pd locale.

Con un solo candidato quindi niente primarie. Ma il Pd, privo di Bertoli, la sua scelta sembrerebbe averla fatta (il condizionale in questi casi è d’obbligo) e deciso di puntare su Dario Signorini, ex sindaco di Cerro al Lambro.

Uscito di scena Bertoli (uscito si fa per dire…), il dialogo tra il Pd e la coalizione formata da Sinistra per Melegnano, Insieme Cambiamo e Movimento 5 Stelle, sembra farsi più concreto. Si parla di contatti, telefonate, voci. Ma niente di ufficiale al momento trapela.

La situazione è in movimento (un po’ lento per la verità…), ma la data delle elezioni si fa di giorno in giorno più vicina (si parla del voto nell’ultima domenica di maggio…). Forse è il caso che il fronte progressista si dia una mossa.

Nel frattempo, in consiglio comunale il sindaco non ha più la maggioranza (cinque consiglieri comunali del Pd infatti stanno con il partito di appartenenza e quindi non più con lui…). Un dato clamoroso, che non desta clamore. Sarebbe opportuno che qualcuno lo ricordasse al primo cittadino uscente. Perché senza maggioranza, senza i numeri in Consiglio, non c’è altra soluzione che prenderne atto e andare a casa. È un problema politico, ma soprattutto istituzionale.

Ma si sa, di questi tempi la politica a Melegnano è cosa strana.

In apertura, immagine tratta da Melegnanowebtv

 

 

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