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“Fratelli Tutti” Una enciclica che sfida tutti

di Massimo Molteni

I rischi che si corrono nell’affrontare un documento così scomodo e di così vasta portata come l’enciclica papale Fratelli Tutti, sono diversi.

Il primo è quello di usarlo per un veloce shopping di idealità prêt-a-porter, giusto quel che serve per rimpinguare un portafoglio sempre più esangue. Il secondo è quello dell’ennesimo innamoramento basato su un moto dell’anima, sull’empatia sottile che pervade queste cento pagine dense di idee e di significato. Terzo rischio, infine, quello di usarlo come un vademecum di soluzioni e certezze, perdendo così l’occasione di interrogarsi a fondo sia sui temi che nell’enciclica sono contenuti, sia sul perché la sinistra sia riuscita a dimenticarli in nome di un pragmatismo politico ed economico sempre meno in grado di produrre soluzioni e consenso.

Stacco, blog che si occupa dei temi locali e generali che interessano San Giuliano Milanese, ne ha discusso con due persone che su questo tema hanno molto da dire e che sono legate alla figura di Bergoglio da tempi non sospetti (per sapere se il tentativo è riuscito occorre seguire questa ora abbondante di dibattito, denso di significato e di esperienze; vedi il video qui sotto).

Esperienze come quella di Don Nicola Cateni che lascia la parrocchia sangiulianese per trasferirsi nella Comunità di Nomadelfia, una realtà che questi temi prova a tradurli in pratica non da oggi né da ieri, ma da cinquant’anni. Oppure quella di Alfredo Luis Somoza, argentino di nascita, oggi giornalista e studioso di fatti internazionali, che al mondo collegato a Bergoglio deve la sua fuga da quel Paese ai tempi della dittatura.

Mi limito a proporvi, in aggiunta a quanto contenuto nella diretta (video), alcune brevi citazioni che sono in grado di sollevare un dibattito da tempo sopito, a volte bollato di idealismo se non di ideologismo, ma della cui mancanza mi pare di poter dire ci sentiamo un po’ tutti orfani. Non foss’altro che per l’interesse che questo documento ha sollevato e solleva tutto intorno a noi.

«La vita politica autentica, che si fonda sul diritto e su un dialogo leale tra i soggetti, si rinnova con la convinzione che ogni donna, ogni uomo e ogni generazione racchiudano in sé una promessa che può sprigionare nuove energie relazionali, intellettuali, culturali e spirituali».

«Sempre, insieme al diritto di proprietà privata, c’è il prioritario e precedente diritto della subordinazione di ogni proprietà privata alla destinazione universale dei beni della terra e, pertanto, il diritto di tutti al loro uso».

«Il paradosso è che, a volte, coloro che dicono di non credere possono vivere la volontà di Dio meglio dei credenti».

«Mi permetto di ribadire che «la politica non deve sottomettersi all’economia e questa non deve sottomettersi ai dettami e al paradigma efficientista della tecnocrazia». Benché si debba respingere il cattivo uso del potere, la corruzione, la mancanza di rispetto delle leggi e l’inefficienza, «non si può giustificare un’economia senza politica, che sarebbe incapace di propiziare un’altra logica in grado di governare i vari aspetti della crisi attuale»

Al contrario, «abbiamo bisogno di una politica che pensi con una visione ampia, e che porti avanti un nuovo approccio integrale, includendo in un dialogo interdisciplinare i diversi aspetti della crisi».

«Il grande tema è il lavoro… aiutare i poveri con il denaro dev’essere sempre un rimedio provvisorio per fare fronte a delle emergenze. Il vero obiettivo dovrebbe sempre essere di consentire loro una vita degna mediante il lavoro».

Per chi volesse leggere il testo integrale dell’enciclica a questo link è possibile scaricarla gratuitamente.

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