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Bilancio partecipato a Melegnano. Così proprio non va

di Gabriele Mandrino

Da alcuni anni sono numerosi i comuni italiani che utilizzano lo strumento del Bilancio Partecipato come percorso di democrazia diretta e di partecipazione attiva dei cittadini: un processo all’interno del quale sono gli stessi abitanti a decidere come destinare una parte delle risorse del bilancio comunale.

Diversi comuni del nostro territorio lo stanno utilizzano. Per citarne solo alcuni: San Donato, Peschiera Borromeo, Rho, Pioltello, Milano stanziano ogni anno alcune centinaia di migliaia di euro su questa voce di bilancio con risultati ottimi, sia in termini di partecipazione che di ricaduta progettuale.

Il sindaco Bertoli in occasione della presentazione nell’autunno del 2019 del bilancio partecipato del Comune (fonte, 7giorni.info)

Nel 2019 anche la giunta comunale di Melegnano ha deciso di varare questo strumento, stanziando 20mila euro. Un’iniziativa che fa parte del programma elettorale della stessa maggioranza che governa la città e che è stata presentata nella Sala Battaglie del Castello all’inizio del mese di novembre, con una conferenza stampa dove si è sottolineata l’importanza di questo strumento partecipativo, utile anche a far crescere la città partendo dalla progettualità delle persone e delle associazioni.

A distanza di un anno si deve fare i conti con la realtà dei fatti. Ad oggi non si sa dove siano finiti i progetti presentati il 30 novembre dello scorso anno e, quindi, non si sa quali di questi siano stati finanziati. Numerosi cittadini, singolarmente, in associazione, nei comitati di quartiere e non, si sono impegnati e hanno prodotto progettualità per rendere più bella e vivibile la nostra città, ma al momento non conoscono il risultato del loro sforzo. Parimenti non si sa che fine abbiano fatto i 20mila euro, considerata la loro non assegnazione.

Uno dei passaggi fondamentali del Bilancio Partecipato è il coinvolgimento nella fase di scelta dei progetti attraverso il voto diretto.

Questo a Melegnano non è avvenuto. L’amministrazione comunale ha avocato a sé la scelta dei progetti da finanziare, dopo un primo screening da parte dei capi area degli uffici comunali.

Le scelte compiute dal nostro Comune si scontrano però con i principi cardine che sostengono tale iniziativa: democrazia diretta e partecipazione attiva degli abitanti nelle decisioni per migliorare la città.

Il Bilancio Partecipato è infatti uno strumento concreto ed efficace per rispondere a bisogni e richieste che arrivano direttamente da chi abita e vive la città, oltre che essere uno strumento democratico per coinvolgere direttamente le persone nelle scelte per migliorare la propria città.

Ma c’è dell’altro. E non sono buone notizie. Nel bilancio 2020 la giunta comunale ha stanziato 25mila euro per ripetere tale esperienza. Peccato che questi soldi, anche quest’anno, non potranno essere spesi a causa dell’avvenuta approvazione del bilancio comunale solo nel mese di agosto (le buone amministrazioni approvano il bilancio a inizio anno…). I soldi sono stati stanziati, ma a differenza dell’anno scorso non c’è stato alcun avviso pubblico e nessuna chiamata a concorrere con idee e progetti.

Ecco come non fare il Bilancio partecipato. Ecco come svilire un importante strumento di partecipazione popolare e contribuire a incrinare ancor di più la fiducia nelle istituzioni.

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