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Intervista al presidente dell’ANPI

di Redazione

Alla fine di novembre si è tenuto il congresso della locale sezione dell’A.N.P.I. che ha riconfermato all’unanimità il presidente uscente Sergio Goglio.

Lo incontriamo per parlare con lui dell’associazione e dei progetti futuri.

Una domanda provocatoria, sono passati 77 anni dalla sconfitta del nazifascismo, ha ancora senso un’associazione come l’ANPI. Ormai molti dicono che è superata perché non c’è più il pericolo di una dittatura come quella del ventennio.

Credo che siano considerazioni molto superficiali, frutto di una mancata riflessione su quello che è stato il ventennio fascista e poco attente a quello che succede oggi intorno a noi.

Il fascismo non era quello folcloristico delle battaglie del grano, dei balilla e delle piccole italiane. Questi aspetti certamente non ritorneranno. Il fascismo era prevaricazione, era l’uomo al comando ai cui tutti i poteri statali si dovevano assoggettare, era la definizione rigida di una morale che doveva valere per tutti, era il mancato riconoscimento del fatto che tutti hanno uguali diritti. Questo purtroppo sta tornando, una visione autoritaria della gestione di un paese in cui alcune persone sono più “cittadini” di altri, in cui alcuni diritti vengono calpestati partendo dalla propria visione di ciò che è giusto e morale, in cui ad alcuni, i migranti e i poveri, viene negato il diritto all’esistenza. Guardiamoci intorno: rispunta il razzismo, magari mitigato dallo slogan: “Prima gli italiani”, assistiamo alle violenze contro chi rivendica i propri diritti fino ad arrivare all’assalto alla sede della CGIL, sentiamo politici appoggiare atti illiberali di governi autoritari e fascisti

L’esatto contrario di quanto sta scritto sulla nostra Costituzione. Questo è il senso dell’A.N.P.I. oggi: difendere i valori conquistati nel sangue della Resistenza e ricordare, per evitare che si compiano gli stessi nefasti errori del passato.

La conferma di questo bisogno è nella costante crescita del numero dei nostri iscritti, che oggi sono 150.

Ma anche della Costituzione c’è chi dice che è superata e che bisognerebbe modificarla per renderla più in sintonia con i tempi.

La nostra Carta è già stata modificata e nulla vieta che si possa cambiarla ancora. Bisogna però essere sempre molto attenti. La Costituzione afferma princìpi che sono, o dovrebbero essere, universalmente validi: la democrazia e le forme in cui viene esercitata, l’uguaglianza tra i cittadini ed i loro diritti e doveri, i rapporti etici, sociali, economici che regolano le relazioni, l’equilibrio tra i poteri dello stato. È un mosaico in cui ogni tassello si incastra con tutti gli altri; un intervento maldestro e l’intera struttura rischia di crollare.

L’altro tema che hai sottolineato è quello del ricordo. Continuerete quindi con la partecipazione a tutte le commemorazioni ufficiali delle ricorrenze della Repubblica?

Manifestazione del 25 aprile a Melegnano

Certamente. Saremo sempre in piazza a ricordare, così come continueremo a ricostruire e ricordare le storie dei nostri partigiani e dei deportati nei lager. Però la memoria per noi non è solo il ripercorrere le vicende del passato ma è la nostra visione del futuro. Per questo molte nostre iniziative legate ai temi della memoria sono state, e continueranno ad essere, riflessione per comprendere il tempo presente e per segnalare e cercare di contrastare il pericolo di derive autoritarie. Saremo in piazza con le autorità nelle ricorrenze ma portando la nostra “memoria critica”, soprattutto in due date per le quali la retorica patriottarda propone visioni antistoriche, mi riferisco al Giorno del ricordo e al 4 novembre.

Purtroppo, il COVID ci ha costretti a parlare a piazza deserte, speriamo che le cose possano cambiare presto. Soprattutto noi vorremmo che il 25 aprile ritorni ad essere un momento di gioia, quella Festa d’Aprile, che ha visto il popolo scendere nelle strade a festeggiare la Liberazione.

In questa logica di memoria “critica e gioiosa” da qualche anno abbiamo costituito il Coro dell’ANPI di Melegnano, un gruppo di nostre iscritte e di nostri iscritti che attraverso la musica racconta la nostra storia e disegna le nostre speranze per un mondo più giusto e più saggio.

Il Coro dell’ANPI

Arrivare a costruire un mondo diverso con la musica…

Naturalmente no, noi partecipiamo attivamente con altre associazioni ad organismi e iniziative che contrastano il ritorno di tesi reazionarie. Siamo, in prima fila nella difesa dei diritti civili, inclusi quelli dei migranti, nella guerra alle guerre, nel contrasto alla violenza di genere, nella difesa dell’ambiente.

Continueremo quindi le attività già fatte in passato. Un obiettivo che ci siamo dati per quest’anno è il miglioramento della comunicazione e la costruzione di una rete delle realtà antifasciste del territorio, due strumenti che potranno far crescere una presenza democratica e antifascista nel territorio.

Grazie per l’intervista e buon lavoro.

Grazie a voi per l’ospitalità sul vostro giornale. I primi appuntamenti saranno il Giorno della Memoria e quello del Ricordo. Speriamo di poterci vedere di persona alle iniziative e di avere ancora spazio sulle vostre pagine.

 

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