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La Festa della Repubblica a Melegnano non è mai stata così giovane

di Sara Marsico, Valeria Pilone, Elena Parati

«Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni».

È la frase di una grandissima donna, Eleanor Roosevelt, tra le prime femministe e attivista molto impegnata nella tutela dei diritti civili, che presiedette la Commissione per la stesura e approvazione della Dichiarazione universale dei diritti.

Il futuro appartiene anche a coloro che credono nella forza dell’unità, nella bellezza della nostra cultura e nella potenza civica contenuta nella nostra Costituzione. Sì, perché proprio la lettura e lo studio della nostra Carta costituzionale hanno messo ali ed energia a venti ragazzini e ragazzine di quindici anni per immaginare qualcosa di bello e permanente da lasciare alla città della loro scuola.

La mattina del 2 giugno a Melegnano, ai Giardini di via dei Tigli, si sono radunati cittadini e cittadine, autorità comunali e scolastiche e tanti adolescenti: erano gioiosamente presenti, nonostante il giorno di vacanza dalle attività scolastiche, a raccogliere il frutto di un bellissimo viaggio che avevano iniziato prima della pandemia e che ora hanno potuto portare a termine approdando all’ultima tappa.

Studenti e studentesse con la copia della Costituzione in mano

Il viaggio si chiama Sebben che siamo donne, ovvero il progetto didattico che la 3M dell’Istituto Benini, Liceo delle scienze umane, ha intrapreso nell’anno 2019/2020, lavorando con le sue docenti Sara Marsico, Irene Cardani, Modesta Abbandonato e Miriam Mariani sulla parità di genere, tema quantomai attuale, al quale è dedicato l’obiettivo 5 dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per il quale il Presidente Mattarella ha dedicato un lungo passaggio nel suo discorso ufficiale per la Festa della Repubblica.

Attraverso la lettura appassionata della Costituzione e delle vicende delle Madri e Padri costituenti, le ragazze e i ragazzi dell’allora 2M hanno immaginato di poter intitolare un luogo pubblico ad una delle figure che avevano conosciuto e studiato con passione, attuando una vera e propria votazione democratica, che ha portato alla scelta di Teresa Mattei, la partigiana Chicchi e la più giovane Madre costituente.

Imagine, recita una delle più belle canzoni che siano mai state scritte. E così è stato per questi studenti e studentesse. Grazie a un lavoro sinergico tra le docenti e le assessore del comune di Melegnano Marialuisa Ravarini e Roberta Salvaderi, che sostengono da anni il progetto del Benini – avendo raccolto l’eredità dell’ex assessora Raffaela Caputo – la classe si è messa in gioco preparando un’istanza da presentare al Comune per la proposta dell’intitolazione.

Nella foto, oltre alla professoressa Sara Marsico, si riconoscono le assessore Salvaderi e Ravarini e il dirigente scolastico Marco De Giorgi

Le motivazioni della loro scelta sono varie, argomentate e appassionate. Chiamano Mattei per nome, Teresa, come un’amica, una sorella, una persona di fiducia, una influencer a loro vicina: «Teresa si è impegnata molto nel lavoro della comunicazione da aprire a tutti quelli che non hanno il diritto di parola, proprio ad incominciare dai bambini. Ricordo che nel 1986 fondò la Lega per il diritto dei bambini alla comunicazione»; «Teresa contestò le leggi razziali fasciste. Organizzò manifestazioni contro la guerra. Partecipò alla lotta di liberazione e fondò gruppi di difesa della donna. È sempre stata una donna lucida e curiosa della situazione del nostro Paese. Ci sembra corretto intitolare i giardini in via dei Tigli a Teresa Mattei in quanto molte strade, piazze, giardini e luoghi urbani, sono dedicati principalmente a personaggi maschili, lo faremo per combattere il sessismo che caratterizza il mondo»; «Teresa Mattei è colei che merita l’intitolazione dei Giardini in quanto può essere d’esempio alle persone con il suo coraggio, la sua convinzione e determinazione, qualità che tutti noi dovremmo sempre ricordaci di avere»; «Per non dimenticare, come facciamo spesso, ciò che è il nostro passato, soprattutto per richiamare alla memoria chi con onestà, tenacia e grande intensità è giunta alla conclusione di meritarsi il titolo di donna»; «È stata pedagogista, affiancando Bruno Munari nella lotta a favore dei diritti dei bambini. È stata una partigiana antifascista. È stata una politica, che ha portato le sue idee davanti a migliaia di politici maschi, anche a costo di rimanere comunque inascoltata. L’Italia ha avuto una personalità del genere, per giunta donna, e dovrebbe andarne fiera. Quindi perché non dedicarle una via?»; «Vorrei, attraverso la richiesta di intitolazione dei Giardini di Via dei tigli a Teresa Mattei, far capire ai cittadini/e, pensando al buon esempio che ci ha lasciato Teresa, di non mollare mai, di essere valorosi, di combattere anche quando abbiamo un muro davanti che non riusciamo a scavalcare, e a sua volta buttarlo giù, di essere sempre liberi».

Non è stato facile ottenere il permesso per l’intitolazione, perché Teresa Mattei è scomparsa da meno di dieci anni. L’amministrazione comunale ha dovuto relazionarsi con la Prefettura: in un Paese dove la burocrazia, le procedure e i protocolli soffocano gli afflati creativi, siamo stati testimoni della concessione di una meravigliosa deroga a questa regola, e così proprio il giorno del 75esimo anniversario della nostra Repubblica, Melegnano ha avuto in dono la memoria della partigiana Chicchi per sempre impressa sull’asta che intitola a lei i Giardini di via dei Tigli.

La cerimonia è stata resa ancor più genuina e popolare dalle tante persone affacciate ai balconi, che hanno seguito con interesse soprattutto gli interventi di quei ragazzini, che adesso sono in terza superiore e che hanno dimostrato come si può essere visibili non solo ai tavolini dei bar della nostra città.

Gli interventi dei sedicenni Yama Dyop e Fabio Bossi sono stati intensi e a tratti commoventi. Quanti di noi, alla loro età, sarebbero stati capaci di parlare davanti al pubblico e alle autorità? Quanti di noi di sacrificare una giornata di vacanza per la comunità? Quanti di noi di intervenire in un evento organizzato con docenti diversi da quelli che hanno attualmente e verso cui quindi non hanno alcun dovere né interesse ad ottenere un voto? Quando si utilizzano luoghi comuni per definire i nostri giovani ce lo si dovrebbe ricordare. Esistono tanti giovani così e il privilegio dei docenti, presenti in numero notevole per l’intitolazione, è poterli vedere all’opera a scuola, il luogo in cui ragazzi e ragazze imparano a crescere e a scoprire le loro inclinazioni e capacità. L’intervento dello studente Fabio Bossi ha rivelato tutta la sua passione per la Costituzione, ad appena sedici anni, mostrando la speranza che quel futuro tutto da costruire possa essere a colori, i colori che solo i giovani possono immaginare di utilizzare per dipingere la tavolozza del mondo: «La Costituzione non è solamente la legge per eccellenza dell’ordinamento italiano, ma è il manifesto della comunità che i nostri Padri e le nostre Madri volevano lasciarci. Una comunità unita, giusta e consapevole degli sforzi passati e futuri. Una comunità che, dopo anni in cui regnavano la paura e il terrore, potesse fiorire nel segno della libertà e dell’uguaglianza […] Teresa Mattei incarnava autenticamente quello spirito che spinse pochi per guidare molti, la ribellione. Un senso che senza uno scopo può sembra fine a sé stesso, ma questo non era il fine che guidava Teresa Mattei. Lei non era mai scontata, una vita sopra le righe e non da mediano. Non lottava solo contro l’occupazione totalitaria del nostro Paese o per la propria fede politica, no. Era una sognatrice, voleva un’Italia libera non solo dal fascismo, ma un’Italia libera dai pregiudizi. Un’Italia dove la parola donna non significasse solo casa o figli, ma sviluppo, in tutte le sue sfaccettature. Insomma, voleva un’altra Italia… Ecco, questo non ci dobbiamo mai dimenticare: credere sempre in quello che vogliamo, a dispetto di tutto e tutti».

Il coro dell’Anpi, che ha concluso la cerimonia, ha ricordato con La Brigata Garibaldi, di cui “la partigiana Chicchi”, gappista e comandante di Brigata, era una convinta componente, e con Bella ciao, i tanti giovani che si sono opposti al nazifascismo, anche con la lotta armata.

Il coro dell’Anpi di Melegnano ha intonato due canti partigiani: La Brigata Garibaldi e Bella ciao

Nel pomeriggio tanti altri adolescenti hanno riempito il Cortile d’onore del Castello Mediceo, per la consegna delle copie della Costituzione e della Dichiarazione universale dei diritti umani ai diciottenni da parte del Sindaco.

La Costituzione commentata, offerta dai Lions, è a cura della Fondazione Roberto Franceschi, un giovane che credeva nei valori di giustizia e libertà proclamati dalla Costituzione e che fu ucciso dalla polizia durante un’assemblea autorizzata alla Bocconi. All’interno di questo volume, le parole di Piero Calamandrei, Gherardo Colombo e Valerio Onida, insieme a quelle della madre di Roberto, la ex preside Lydia Franceschi, staffetta partigiana, vogliono essere per i giovani una guida preziosa alla lettura di quella che molti hanno definito “la Costituzione più bella del mondo”.

Ringraziamo questi e queste giovani perché ci hanno insegnato che l’immaginazione è la palestra dell’azione, sollecitando con la loro iniziativa anche l’amministrazione che ha in mente di dedicare un monumento alle Costituenti.

Questa Festa della Repubblica, senza questi attivisti della Costituzione, non sarebbe stata così bella e sentita.

In apertura, studenti e studentesse della 3M dell’Istituto Benini, Liceo delle scienze umane

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