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La nostra Camelot

di Pippo Ricotti

 Dont ever let it be forgot, that once there was a spot, for one brief shining moment that was Camelot”

Prima di addentrami nel vivo della riflessione che vi propongo è d’obbligo fare una premessa, a mio avviso importante, che riguarda gli ultimi 15-16 mesi, per tutti pesanti e difficili.

La pandemia che ci ha travolto è stata devastante, alcuni settori lavorativi sono stati più protetti, altri un po’ meno, altri decisamente hanno subito danni, per alcuni versi, irreparabili, e il commercio al dettaglio è uno dei più colpiti senza paura di smentita. Oggi finalmente, con l’aiuto dei vaccini, stiamo lentamente uscendo dal tunnel e timidi segnali di ripresa si stanno vedendo.

Per i melegnanesi, Melegnano è la loro isola felice nonostante tutto, ce ne siamo accorti durante il primo e durissimo lockdown dello scorso marzo-maggio 2020: tutto era bloccato, il tempo sembrava come sospeso, poche persone per le strade, traffico pubblico e privato assente, tutti chiusi in casa salvo rare e rapide escursioni per acquistare beni di prima necessità.

A me Melegnano così piaceva un sacco. Il clima era surreale, ma decisamente a me piaceva.

Bene, detto questo, apprendo che la nostra amministrazione comunale ha deciso di mettere mano al layout urbano nel centro della nostra città in modo profondo.

Non sono contrario a questa scelta, chi mi conosce lo sa: è necessario risolvere il problema di via Conciliazione che da troppi anni si trascina tra contrattempi ed indecisioni.

Mantengo però alcune perplessità sul progetto, in particolare sull’abbattimento della fioriera in piazza Risorgimento in quanto considero più urgente e prioritaria la pedonalizzazione e risistemazione di piazza Garibaldi.

La fioriera è diventata negli anni un punto di aggregazione importante per i cittadini di Melegnano, è frequentata da mamme con bambini, pensionati, persone di tutte le età a tutte le ore del giorno, ma la congestione del traffico all’interno della città in alcune ore della giornata raggiunge picchi insostenibili sia per inquinamento che, soprattutto per la sicurezza di chi si muove a piedi o in bicicletta. Automobili, furgoni per le consegne e pullman impazzano e sono il quotidiano all’interno della nostra città.

Piazza Risorgimento è diventato un punto di ritrovo dei melegnanesi

Apro una parentesi per ricordare quando dieci anni fa l’amministrazione Bellomo intervenne in modo profondo su via Frisi, ultimo tratto di via Roma e inizio via Conciliazione e in quel frangente mise mano anche al rifacimento di piazza Risorgimento, ve lo ricordate?

Un’operazione di sicuro valore, ahimè non terminata del tutto, ma che trasformò in modo radicale l’aspetto del cuore della nostra città e secondo me in meglio.

Mi viene, però, spontaneo domandarmi quanti si ricordano dei disagi di quei giorni. E sì, perché quell’intervento ne creò di disagi!

Le prime parole del sindaco allora furono che nel giro di un paio di mesi tutto si sarebbe risolto, ma non andò proprio così, i tempi stimati per la fine lavori furono prorogati diverse volte e i disagi per tutti i cittadini melegnanesi durarono circa 8 mesi.

Via Dezza era sbarrata all’altezza del ponte sul Lambro, via Roma era una via a fondo chiuso e anche via Conciliazione era interdetta ai veicoli a motore, insomma la città è rimasta chiusa e bloccata praticamente divisa in due, ripeto per 8 mesi.

Chi ha pagato di più da questa situazione di blocco totale della città è stato il commercio locale che, ricordo per chi legge, non vive dei soli residenti. In quel frangente Confcommercio sollecitò l’amministrazione comunale più volte per una rapida soluzione del problema e anche dopo ripetuti incontri in cui l’amministrazione cercò di tranquillizzare l’associazione sui tempi della fine dei lavori, non è mai stata data una data certa.

In quella occasione i commercianti della città, esasperati dalla situazione, sono scesi in piazza a protestare uniti ricorrendo addirittura ad una serrata generale.

Chi vuole può fare una piccola ricerca su YouTube e vedersi i filmati.

E oggi la storia si sta per ripetere, l’attuale amministrazione ha confermato l’inizio dei lavori per il rifacimento di via Conciliazione e di piazza Risorgimento, per l’estate, nessuna data è stata però confermata per l’inizio e la fine dei lavori che, guardando i progetti presentati, saranno importanti e radicali.

Ora mi chiedo se i nostri amministratori si sono posti il problema di quali difficoltà potranno causare al settore del commercio melegnanese imponendo una chiusura pressoché totale del centro città, dopo i sacrifici che sono stati fatti dai commercianti durante la pandemia.

L’assessora ai lavori pubblici e il sindaco si sono chiesti quali altri sacrifici chiederanno ancora ai commercianti per questo faraonico e imponente intervento urbanistico?

Capisco le necessità di bottega dei nostri amministratori per dimostrare il loro attivismo in ottica elettorale, ma non condivido la fretta e le scarse informazioni sulle date, non solo ai commercianti ma a tutti i cittadini, di inizio e fine lavori.

E Confcommercio? Ha aperto un tavolo di confronto, con l’amministrazione, per avere date certe e sicure?  Io non sono iscritto a Confcommercio, ma questo non dovrebbe essere di ostacolo per informare tutti gli attori del commercio melegnanese, iscritti e no, anzi Confcommercio dovrebbe essere promotore di informazione.

Ad oggi non conosco i tempi di realizzazione del progetto come non li conosce praticamente nessuno. No, quella che sta nascendo oggi non sarà la nostra Camelot.

In apertura, i lavori di piazza Risorgimento di qualche anno fa (fotografia di © Adriano Carafòli)

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