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L’Assemblea degli animali. Una favola selvaggia. Una riflessione per la conversione ecologica

di Sara Marsico

L’assemblea degli animali di un autore anonimo, Filelfo (solo alla fine del libro si capirà il significato del suo nome), è una fiaba, solo apparentemente per ragazzi, che dovrebbe essere letta da tutti noi.

In tempi di pandemia ci spinge a riflettere su tutto il male che abbiamo fatto alla Natura e agli altri esseri viventi con il nostro modello di sviluppo. Un lungo racconto morale necessario per quella conversione ecologica, intesa nel suo significato originario di metanoia, cambio di direzione, inversione di marcia, che deve diventare l’imperativo dei nostri tempi. Dopo averlo letto, nulla sarà come prima e cambierà il nostro sguardo sugli animali e sul mondo. Non solo, avremo voglia di raccontarlo a tutti, di regalarlo, di discuterne, insomma inizieremo quell’inversione nel nostro cammino di cui noi stessi abbiamo bisogno per riconciliarci con noi stessi.

Il libro, arricchito dalle illustrazioni di Riccardo Mannelli, era già stato pubblicato a puntate su Robinson, l’inserto culturale di Repubblica. È dedicato ad “Ash, il primo koala nato dopo il Grande Incendio Australiano, il 26 maggio 2020, dalle ceneri di milioni di animali”. Proprio da questo evento terribile parte la narrazione di Filelfo, che immagina l’organizzazione di un’assemblea degli animali, in un luogo un tempo conosciuto e oggi negato agli umani, per organizzare una risposta a questo avido e violento abitante del Pianeta da parte degli esseri viventi che condividono con lui la vita sulla terra.

Gli altri animali (perché lo è anche l’uomo) si radunano e si confrontano su questo sterminio continuo e ininterrotto;  in ogni intervento sono ricordati tutti i mali perpetrati dall’uomo alla natura e agli altri animali: gli allevamenti intensivi, l’alimentazione forzata delle oche per il foie gras, le coltivazioni intensive e le deforestazioni, i concimi chimici e i veleni, la violenta caccia alle balene e lo sterminio dei pesci, il consumo di suolo e la costruzione selvaggia, la vivisezione e molti altri crimini, perché così devono essere chiamati.

Ogni animale propone una soluzione: da quella mediatrice della balena, a cui gli umani pur tanto male hanno fatto, a quella compassionevole del gatto e del cane, da sempre amici dell’uomo di cui colgono la grande fragilità, ai topi a cui viene assegnata la direzione sanitaria della diffusione del contagio zoonotico.

Filelfo scrive «con parole altrui», cioè fa dire ai protagonisti di questa favola morale frasi già contenute in riflessioni di filosofi, scrittori, teologi, Padri della Chiesa, testi sacri delle varie religioni e spiritualità. Gli originali (da Plutarco a Plotino, a Hobbes, a Calvino e a moltissimi altri, fino ad Hillman, cui Filelfo si ispira) si trovano in una ricca e articolata appendice bibliografica alla fine del volume e un esercizio interessante può essere quello di indovinarne gli autori mentre si legge il testo.

Così questa fiaba scritta in modo semplice e di gustosa lettura può anche diventare un Manuale di coscienza ambientale, ecologica e soprattutto animalista.

Un libro consigliato a tutti coloro che avevano apprezzato la bellissima Enciclica di Papa Francesco, Laudato Sì’, approfondita anche in un incontro pubblico a Melegnano organizzato da Sel&theCity (oggi Left&theCity), ma anche a docenti che potranno farne un percorso interdisciplinare di educazione civica sulla cura del Pianeta e sulla Costituzione come società della mitezza e della cura.

Chi scrive ci sta provando, con risultati insperati in termini di coinvolgimento e partecipazione delle classi.

Per un percorso completo di conversione animalista si consiglia di abbinare la lettura di Filelfo insieme all’ascolto di quello splendido programma che è Uomini e profeti di Raitre e in particolare delle cinque puntate curate da Silvia Ronchey dal titolo «Queste anime viventi. Animali, Anima, mondo», che ne accompagnano l’esame e l’approfondimento con riflessioni, interviste e canzoni, tra cui una splendida ninnananna animalista a cui rinvio (https://www.youtube.com/watch?v=Lif6EH7iSJw&t=4s).

Nell’ultima di queste puntate si avrà il modo di conoscere il pensiero di un giovane filosofo animalista, Emanuele Coccia, che ha definito questo libro “uno dei testi culturalmente più importanti che siano usciti negli ultimi decenni non solo per la filosofia della natura e degli animali ma per capire che cos’è un’anima anche per tutto ciò che vive, pur se non umano” (panpsichismo). Coccia si batte per la tutela giuridica del vivente non umano di fronte a quello che lui chiama «il quotidiano massacro universale».

Il libro racconta le reazioni degli uomini e delle donne alla pandemia attraverso gli occhi degli animali e degli uccelli che si riappropriano delle città e si chiude con una proposta che non svelerò, ma che ci fa pensare.

Come disse Papa Francesco in occasione della Giornata mondiale della Terra 2020 “Dio perdona sempre, l’uomo qualche volta perdona, qualche volta no, la Terra non perdona mai”.

Queste parole ci siano da monito nella nostra consuetudine con gli animali, che tanto ci insegnano ogni giorno e che se ne vanno da questa vita senza chiedere nulla in cambio, ma soprattutto senza l’impatto invadente e distruttivo dell’animale più violento del Pianeta.

Le illustrazioni che accompagnano il libro sono di Riccardo Mannelli

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