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Parco Sud: il centrodestra in Regione ci riprova

di Paolo Lozza

Nel dicembre del 2019 il capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale presentò un progetto di legge per cambiare l’assetto istituzionale del Parco Sud. Era un testo piuttosto bislacco, tant’è che l’autore fu costretto a ritirarlo a seguito delle critiche ricevute da tutte le parti.

Evidentemente manifestando una sorta di ossessione, oggi lo stesso consigliere ci riprova, questa volta congiuntamente ai suoi colleghi di Forza Italia e della Lega.

Il testo del nuovo progetto di legge è simile a quello ritirato l’anno scorso e lo scopo, dichiarato tranquillamente dai suoi firmatari, è quello di sottrarre il governo del Parco Sud all’attuale gestione di Città Metropolitana di Milano, amministrata dal centrosinistra, per trasferirlo in capo alla Regione che, in quanto governata dal centrodestra, lo gestirebbe molto meglio.

Quindi, sembra di capire che la teoria del centrodestra regionale è la seguente: se il colore politico del momento non piace si modifica la legge istitutiva di un ente pubblico, un parco regionale, per consegnare la sua gestione a un colore politico più gradito.

Una teoria veramente curiosa.

Non solo, il testo di legge che viene proposto contiene infatti altre “curiosità”.

Per esempio, contiene una norma che indica con precisione centesimale la quota di finanziamento che, in base al numero di abitanti, ogni Comune dovrebbe versare per la gestione del parco, nonché la cifra assoluta che dovrebbero versare Città Metropolitana e comune di Milano, per sempre, da qui all’eternità.

Spero che non si offenda nessuno, ma una proposta simile denota un’enorme imperizia che, provenendo da consiglieri regionali, fa veramente paura. È questa la qualità dei legislatori lombardi?

Nella legge istitutiva di un parco regionale, perché di questo si tratta, al massimo si potrebbero inserire dei criteri generali di finanziamento, che comunque nel caso di altri parchi regionali si trovano solo nello Statuto.

Mentre invece la decisione sull’entità puntuale della contribuzione obbligatoria fa parte della politica di bilancio che gli organi dell’ente parco decidono autonomamente di anno in anno o, quanto meno, ogni volta che lo ritengono necessario.

Ma questo i proponenti del progetto di legge 218 sembrano ignorarlo, evidentemente digiuni della grammatica legislativa basica.

E non basta: nel nuovo Parco Sud il direttore verrebbe nominato dalla giunta regionale, norma che non ha precedenti in alcuno degli altri ventidue parchi regionali, nei quali il direttore è nominato dal presidente del Parco sentito il proprio consiglio di gestione, in un logico rapporto di fiducia tra presidente e direttore.

Sperando che il progetto di legge regionale numero 218 faccia la fine che ha fatto lo scorso anno il suo precursore, come ho già avuto occasione di scrivere su queste stesse colonne ribadisco la mia opinione: discutere dell’assetto istituzionale del Parco Sud non solo è lecito, ma forse è anche opportuno.

Però bisognerebbe che chi ne discute sia meno condizionato dalla stretta attualità politica e soprattutto possegga un minimo di competenza.

In apertura, Marcite, foto di ©Adriano Caràfoli

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