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Passato e futuro dell’ambientalismo locale. La stagione di Melegnano Ambiente

di Pietro Mezzi

Melegnano Ambiente, 1985-1990. Una stagione, breve ma significativa, dell’ambientalismo locale. Quella che viene qui raccontata è la storia di un gruppo di persone, giovani donne e uomini di allora, che a metà degli anni Ottanta, sull’onda della nascita in tutta Europa del movimento ecologista, si organizza e dà vita a un’esperienza originale, che mette da parte le antiche liturgie della sinistra italiana vecchia e nuova di quel tempo e introduce forti elementi di innovazione nella politica locale.

Quello degli anni Ottanta è un periodo di grande fermento per l’ambientalismo mondiale, europeo ed italiano: alle elezioni in Germania i verdi tedeschi raccolgono consensi importanti e incarnano il cambiamento desiderato dai fondatori e dalle fondatrici dell’ecologismo mondiale: Barry Commoner e Amory Lovins negli Stati Uniti, Joschka Fisher in Germania, Daniel Cohn-Bendit in Francia, Antonio Cederna, Fulco Pratesi, Giorgio Nebbia, Laura Conti, Alex Langer, Virginio Bettini, Gianfranco Amendola in Italia.

È di quel periodo, 16 novembre 1986, la nascita a Finale Ligure dei Verdi, con il simbolo del Sole che Ride, mutuato dal movimento antinucleare danese.

Melegnano non fu esente da questo spirito di militanza ambientalista, che mise insieme persone provenienti dalla nuova sinistra ad altre animate dall’impegno per la conservazione della natura, frutto delle battaglie di Italia Nostra, Wwf e Legambiente (allora Lega per l’Ambiente).

Erano gli anni delle lotte del movimento antinucleare italiano contro le proposte di realizzazione delle centrali previste dal programma nazionale a Latina, Montalto di Castro, Trino Vercellese e Caorso (il primo referendum antinucleare fu vinto nel 1987, il secondo nel 2011; nda).

Il battesimo avvenne il 12 gennaio del 1985 (Ambientarsi era il titolo dell’iniziativa), in una sala consiliare gremita di persone. Pochi mesi più tardi, il Comune sarebbe andato al voto per le amministrative: l’attenzione della politica locale verso l’iniziativa era più che giustificata.

Il documento di presentazione di Melegnano Ambiente del 12 gennaio 1985 (archivio, Melegnano Ambiente)

Ma al di là dell’appuntamento elettorale, al quale l’associazione ambientalista non partecipò, quello di Melegnano Ambiente fu un percorso autonomo, molto critico nei confronti dell’amministrazione di allora (Pci, Psi e Pri), che sfociò in due decisive battaglie: l’opposizione, con la raccolta di migliaia di firme, alla costruzione di un complesso scolastico di media superiore nell’area del castello mediceo, proposta sia dalla Provincia sia dall’amministrazione comunale allora in carica; una seconda raccolta di firme, questa volta in linea con la giunta di sinistra, per l’istituzione, alla fine degli anni Ottanta, della zona a traffico limitato il giovedì e la domenica durante le ore di mercato. La ZTL odierna, di cui si parla ancora oggi, fu l’esito della vittoria di Melegnano Ambiente, sancita con una storica biciclettata nel centro cittadino una domenica mattina di mercato.

Biciclettata a favore dell’istituzione della Zona a traffico limitato (archivio Melegnano Ambiente)

Due battaglie vinte, due iniziative politiche che hanno anche saputo dare il segno dell’equidistanza politica con iniziative che puntavano ai contenuti e non agli schieramenti.

Altro tratto distintivo era la concretezza della militanza ambientalista, che si manifestò in diverse occasioni, quali, ad esempio, le due iniziative di piantumazione su aree pubbliche di Melegnano, condotte entrambe con il Bosco in Città di Italia Nostra.

Se oggi nell’attuale parco comunale dedicato alla memoria di Paolo Borsellino e nell’area verde di via Giardino (di fronte alla farmacia) sono presenti alberi di alto fusto lo si deve alla concretezza degli ambientalisti di allora, che con badili e stivali misero a dimora, sotto la guida esperta di Vincenzo Caminada, un centinaio di nuovi alberi.

L’iniziativa di piantumazione dell’area verde comunale di viale Lombardia, oggi giardino Paolo Borsellino (archivio Melegnano Ambiente)

Concretezza, ma anche elaborazione culturale furono i tratti salienti del gruppo. Basti ricordare due convegni, su temi allora nuovi: il primo sul verde in città (aprile 1986), il secondo sull’urbanistica locale (maggio 1986) alle prese con la deindustrializzazione di Melegnano e con il tema del rinnovo urbano. Due iniziative importanti che segnarono l’approccio tecnico-scientifico del gruppo ecologista locale, che si ritrovava in pieno nel motto di Legambiente “pensare globalmente, agire localmente”.

La copertina del quaderno che raccoglie gli atti del convegno sull’urbanistica (archivio Melegnano Ambiente)

A completare il quadro, va ricordato l’impegno di Melegnano Ambiente in due vertenze ambientali della zona: i depositi inquinanti di Francolino di Carpiano e di Dresano, due regali degli ecofurbi di allora, bonificati, anni dopo, con i soldi pubblici.

Ma non c’era solo l’impegno militante per l’ecologia: c’era anche il divertimento, la musica, l’aggregazione, come testimoniamo (aprile 1985) le foto che accompagnano questo scritto.

Il concerto nel parco del castello prima della ristrutturazione (archivio Melegnano Ambiente)

Il percorso del gruppo ambientalista si interruppe nella primavera del 1990, quando alcuni dei promotori scelsero di presentarsi alle elezioni amministrative di quell’anno (con buoni risultati per la situazione politica di allora).

Questa era Melegnano Ambiente. Una storia che meritava di essere raccontata non per fare dell’amarcord di provincia, ma per affermare come il primato dell’ambientalismo scientifico dovrebbe rappresentare la stella polare anche dell’azione degli ecologisti di oggi alle prese con problemi complessi come quelli della lotta all’emergenza climatica.

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