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Perché vorrei una donna al Quirinale

di Sara Marsico

Vorrei una donna al Quirinale tra quelle che mi piacciono perché dal 1948 abbiamo tutti e tutte gli stessi diritti e doveri e possiamo tutte e tutti accedere alle cariche pubbliche, senza distinzione di sesso.

Vorrei una donna al Quirinale tra quelle che mi piacciono perché sento fare solo nomi di uomini e nessun nome (se non sottovoce) di donna e mi chiedo perché, nonostante le donne rappresentino più della metà della popolazione.

Vorrei una donna al Quirinale tra quelle che mi piacciono perché conosco moltissime donne in gamba, nei partiti e nelle associazioni, che hanno compiuto 50 anni di età e godono di diritti civili e politici.

Vorrei una donna al Quirinale tra quelle che mi piacciono perché quando sento proporre un candidato non ascolto immediatamente dopo la solita richiesta in merito alle competenze e al merito e lo stesso vorrei venisse fatto quando si propone un nome di donna, in questo modo dimostrando che esistono donne competenti e con grandi meriti che, al pari degli uomini, non lo devono dimostrare.

Vorrei una donna al Quirinale tra quelle che mi piacciono perché Nilde Iotti fin dal 1990 disse che i tempi erano maturi per una candidatura femminile alla Presidenza della Repubblica e da allora la sto aspettando.

Vorrei una donna al Quirinale tra quelle che mi piacciono e non tra tutte indiscriminatamente senza essere accusata di mancanza di sorellanza perché i partiti in Parlamento quando indicano nomi di uomini lo fanno tra quelli a loro graditi e non sono tacciati di mancanza di fratellanza.

Vorrei una donna al Quirinale tra quelle che mi piacciono perché credo che queste donne abbiano molto da dare in una fase di stallo e perdita di credibilità dei partiti politici spesso guidati da uomini.

Vorrei una donna al Quirinale tra quelle che mi piacciono perché in Francia la gara per la Presidenza della Repubblica vede tre donne candidate e sono certa che potrebbe succedere anche qui, se non ci fosse una misoginia di fondo nel sistema politico italiano.

Vorrei una donna al Quirinale perché Ameenah Gurib-Fakim lo è stata nelle Isole Mauritius, Atifete Jahjaga lo è stata nel Kosovo, Chandrika Bandaranaike Kumaratunga lo è stata dello Sri Lanka, Cristina Elisabet Fernández Wilhelm lo è stata in Argentina, Dalia Grybauskaitė lo è stata in Lituania,  Dilma Vana Rousseff lo è stata in Brasile, Ruth Dreifuss,  Eveline Widmer-Schlumpf, Micheline Calmy-Rey, Simonetta Myriam Sommaruga e Doris Leuthard lo sono state della Svizzera, Ellen Eugenia Johnson Sirleaf lo è stata della Liberia, Gloria Macapagal-Arroyo lo è stata delle Filippine, Hilda Heine lo è stata delle Isole Marshall, Joyce Banda lo è stata del Malawi, Kersti Kaljulaid lo è dell’Estonia, Kolinda Grabar-Kitarović lo è della Croazia, Laura Chinchilla Miranda lo è stata in Costa Rica, Marie Louise Coleiro Preca lo è stata di Malta, Mary Patricia McAleese  e Mary Robinson lo sono state dell’Irlanda, Diah Permata Megawati Setiawati Sukarnoputri lo è stata dell’Indonesia, Michelle Bachelet lo è stata del Cile, Mireya Elisa Moscoso Rodríguez de Arias lo è stata di Panama, Park Geun-hye  lo è stata della Corea del Sud, Paula-Mae Weekes lo è di Trinidad e Tobago, Pratibha Patil lo è stata dell’India, Roza Otunbayeva lo è stata del Kirghizistan, Sahle-Uork Zeudé lo è dell’Etiopia, Salomé Zourabichvili lo è della Georgia, Tarja Halonen lo è stata della Finlandia, Vaira Vīķe-Freiberga lo è stata della Lettonia, Vigdís Finnbogadóttir è stata Presidente dell’Islanda, prima donna eletta democraticamente al mondo a questa carica, Violeta Barrios de Chamorro lo è stata in Nicaragua( per non parlare di tutte le donne che sono state prime ministre nel frattempo, mentre in Italia non c’è mai stata una presidente del consiglio).

Vorrei una donna al Quirinale perché credo nelle pari opportunità proclamate dall’articolo 3 della Costituzione italiana dal 1948.

Vorrei una donna al Quirinale tra quelle che mi piacciono perché in 42 anni di insegnamento quando spiegavo in diritto costituzionale la figura della più alta carica dello Stato in Italia ero in forte imbarazzo a rispondere alle e agli studenti che mi chiedevano perché mai nessuna donna era stata Capo dello Stato nel nostro Paese.

Vorrei una donna al Quirinale tra quelle che mi piacciono perché conosco il pensiero elaborato da molte donne e le loro azioni in politica e nella società civile e mi piacerebbe che fossero incarnati da una persona che rappresenta l’Italia.

Vorrei una donna al Quirinale tra quelle che mi piacciono perché si fa fatica a capire perché di fronte ai nomi fino ad ora proposti, quelli di un ottuagenario plurinquisito e condannato dalla dubbia moralità che ha portato lo spread a 500 quando era presidente del consiglio, di un ottuagenario che ha rappresentato il Paese fino ad oggi e vorrebbe finalmente riposarsi, e di un “nonno prestato alle istituzioni”  non ci siano commenti particolari e mi diverto a pensare a quali commenti avremmo avuto in Italia se al loro posto ci fossero tre nonne o prozie della stessa età.

Vorrei una donna al Quirinale tra quelle che mi piacciono perché potrebbe essere un modello di riferimento per molte ragazze.

Per tutto questo e per molto altro vorrei una donna al Quirinale.

In apertura, le urne per il voto del presidente della Repubblica (ilquotidiano.net)

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