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Quando la scuola intitola. Sette vie per sette donne al quartiere Monticello di San Donato

di Sara Marsico

«I nomi di strade e piazze rappresentano la nostra eredità culturale, ciò che decidiamo di tenere o buttare via del passato, svelano quali parti della storia guidano il presente. Ma chi decide quali nomi ricordare? […] E se le strade intorno a noi commemorano carnefici e tiranni, abbiamo la responsabilità civile di modificarli oppure li assumiamo come un precipitato storico cristallizzato e immutabile?» (Dalla prefazione di Liza Candidi al libro Le vie che orientano di Deirdre Mask)

Ipazia, martire della libertà di pensiero in un disegno di Jules Mauri-ce Gaspard.

Era il 2017 e l’Istituto Benini di Melegnano, come ogni anno, partecipava al Concorso “Sulle vie della parità” indetto dall’associazione Toponomastica femminile, con un progetto di Istituto intitolato «#SpreadingToponomastica femminile.» Il titolo era inteso a significare come, attraverso percorsi di educazione tra pari, l’approfondimento della questione della parità di genere, partito in sordina in due classi dell’istituto tecnico nel 2012, si era diffuso a sette classi, ed altrettanti docenti, oltre che del Tecnico “pioniere”, del Liceo delle Scienze Umane e del Liceo Scientifico.

Di questo progetto di Istituto, che sarebbe stato premiato a Roma con una menzione speciale e una medaglia d’oro del Senato l’opera più ambiziosa era un percorso di cittadinanza attiva e responsabile per intitolare un intero quartiere alle donne.

Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, prima donna laureata al mondo.

Il sindaco della città di San Donato, Andrea Checchi, ci aveva fatto una proposta bellissima: diventare consulenti, insieme al Liceo Classico Primo Levi di San Donato, nell’individuazione di figure di donne a cui intitolare le vie del nuovo quartiere Monticello. Subito il Liceo delle Scienze Umane, con la classe IV A LSU e la guida della docente prof. Erica Leuci, si era attivato nella ricerca e nello studio di biografie femminili.

Più di quaranta biografie erano state approfondite e la scelta delle dieci da proporre non era stata facile. Un lavoro entusiasmante, una miniera da cui attingere a mani piene, una scoperta continua. Le donne individuate, tra le altre, erano state: Felicia Bartolotta Impastato, attivista antimafia ,Rosa Parks, Anna Maria Mozzoni, attivista per il diritto di voto alle donne e grande femminista, Ada Prospero Marchesini Gobetti, antifascista, partigiana, scrittrice, traduttrice e giornalista, Medaglia d’argento al valor militare, Oriana Fallaci, Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, Laura Bassi, prima donna docente universitaria, Ondina Valla, Rosa e Carolina Agazzi, pedagogiste ed educatrici sperimentali troppo poco conosciute, Evelina Mameli Calvino.

Gina Galeotti Bianchi Lia, partigiana, vittima della barbarie fascista.

Davanti al Consiglio comunale di San Donato le ragazze e i ragazzi si erano improvvisati persuasori della causa delle donne che proponevano, dimostrando una preparazione eccellente, una buona dialettica e una capacità notevole di convinzione. Non erano stati necessari corsi di public speaking appaltati ad esperti o percorsi di alternanza scuola lavoro, come si chiamavano allora, (oggi per fortuna PCTO, Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento) per fare emergere quelle competenze che la scuola sa vedere e coltivare negli studenti, perché questo è il suo compito: ”educere”, tirar fuori le inclinazioni e le qualità delle persone che la frequentano.

Rosa Parks, attivista per i diritti umani.

La seduta di quel Consiglio fu molto partecipata: erano presenti compagni di classe, docenti, genitori e membri delle associazioni locali. Per molto tempo non se ne seppe più nulla perché attorno al quartiere Monticello erano sorte questioni che ne avevano rallentato la realizzazione. Il 4 marzo di quest’anno, in una riunione online della Giunta Comunale, alla presenza delle docenti Erica Leuci e Floridia in rappresentanza di Laura Bellinato del Liceo Primo Levi di San Donato, è stata deliberata l’intitolazione di ben sette nuove vie alle donne: Rosa Parks, attivista per i diritti umani e antirazzista, Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, prima donna laureata al mondo, Ondina Valla, prima donna a vincere una medaglia d’oro ai giochi olimpici, Nilde Iotti, politica, antifascista e prima Presidente della Camera dei deputati, Gina Galeotti Bianchi, partigiana e vittima della barbarie fascista, Edith Stein, filosofa e mistica, trucidata ad Auschwitz e recentemente proclamata Santa, Ipazia di Alessandria, martire della libertà del pensiero.

Ondina Valla, prima donna medaglia d’oro alle Olimpiadi.

Una Giornata internazionale della donna con un risultato insperato: portare da una a otto le vie intitolate alle donne a San Donato, cominciando a riequilibrare in ottica di genere i nomi delle vie.

Le ragazze presenti, oggi quasi tutte universitarie o impiegate nel mondo del lavoro, hanno raccontato la loro esperienza ed esternato la loro piena consapevolezza del problema della disparità di genere.

L’odonomastica è un rilevatore sociale. Decidere chi farà parte della storia di una popolazione o di un territorio è scegliere chi merita di essere ricordato e di chi sarà fatta memoria e chi invece deve restare invisibile. L’odonomastica femminile è una questione di potere.

Le ragazze e i ragazzi che hanno partecipato a quest’azione di cittadinanza attiva, nel solco del combinato disposto degli articoli 2 e 3 della Costituzione, con il loro impegno e la loro partecipazione alla vita politica, nel senso più alto del termine, della città, hanno realizzato qualcosa di grande. Hanno cercato di ridurre in parte la “misoginia ambientale”.

Edith Stein, S.ta Teresa Benedetta della Croce, filosofa e mistica, morta a Auschwitz

L’Istituto Benini, in particolare, è sempre stato un centro di promozione e proposta culturale per il territorio e, a causa della pandemia, non ha più potuto organizzare e portare all’esterno le tante attività di sensibilizzazione della comunità che sarebbero state necessarie.

Questo frutto insperato dell’attività di tre anni fa è la giusta ricompensa di tanto impegno e lavoro ed è il regalo più bello per la Giornata internazionale della donna (non Festa della donna, mi raccomando) che ricorda, tra gli altri avvenimenti, l’incendio alla Triangle Shirtwaist di New York del 25 marzo del 1911 e che potrete conoscere attraverso la testimonianza dell’autrice del libro Camicette bianche, Ester Rizzo, nel bel documentario proposto sia alle scuole che sul nostro sito dall’associazione Toponomastica femminile, da SNOQ Lodi, Ife/Fae e il patrocinio della Camera del Lavoro di Lodi.

Nilde Iotti, politica, antifascista e prima Presidente della Camera dei deputati

Grazie al Sindaco Andrea Checchi all’assessora Papetti e al Consiglio e alla Giunta comunali che ci hanno dato fiducia, dimostrando di considerare la scuola come una delle formazioni sociali che sono chiamate a partecipare alla vita della comunità.

Se altri amministratori e amministratrici ci vorranno interpellare e vorranno lavorare con noi nell’impresa entusiasmante di fare uscire dall’oblio tante figure femminili che hanno dato il loro contributo alla società, non potremo che esserne felici. Abbiamo in cantiere moltissime proposte.

Non di marketing si tratta, come qualcuno dice, svilendo e non riuscendo a comprendere appieno il nostro importante lavoro di attuazione dei principi della Costituzione, ma di quella cittadinanza attiva che rappresenta il fulcro della nuova materia “Educazione Civica” finalmente resa obbligatoria in ogni ordine e grado di scuola.

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