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Rifiuti urbani. Dal Comune zero partecipazione

di Maurizio Margutti

Questo articolo segue quello pubblicato la scorsa settimana, che informava dei mutamenti in atto nel servizio rifiuti.

Parliamo oggi delle forme di consultazione che l’amministrazione dovrebbe, a norma di legge, mettere in atto prima di affidare il servizio rifiuti a un nuovo gestore, la società consortile CEM Ambiente.

Di questa volontà amministrativa i cittadini di Melegnano sanno poco o nulla. Eppure la deliberazione di indirizzo del Consiglio comunale, che dava avvio al procedimento, risale al maggio del 2020, quasi un anno e mezzo fa. C’era tutto il tempo per fare un’informazione completa sulle intenzioni dell’amministrazione e sul nuovo servizio che si va a proporre.

Il cambiamento del gestore del servizio di igiene ambientale non è un evento usuale. Avviene una volta ogni molti anni. A Melegnano il gestore attuale, la MEA, non cambia dal 1973.

Di fronte a un evento così eccezionale i cittadini hanno tutto il diritto di conoscere i dettagli dell’operazione e di parteciparvi attraverso la consultazione, come del resto stabilito dalla legge.

Il 1° luglio di quest’anno, nel corso di una commissione consiliare, è stato sollevato il problema, con l’invito ad avviare le forme consultive previste dallo Statuto e dal Regolamento di partecipazione comunale. Ma la Giunta ha preferito prendere un’altra strada, quella della semplice pubblicazione dei provvedimenti attuativi sul sito del Comune.

Dopo un’ulteriore segnalazione si è convinta ad indire, con brevissimo preavviso però, un incontro pubblico, che si è tenuto mercoledì 6 ottobre alle 17,30 del pomeriggio e a permettere la presentazione di osservazioni.

Quattro i cittadini presenti all’incontro, compreso chi scrive, più una dozzina su facebook. Ovviamente non si può affermare che questa sia una vera consultazione pubblica.

Ma cosa dice al proposito la legge e quali sono gli strumenti che il nostro ordinamento comunale mette a disposizione per consultare i cittadini?

In caso di affidamento di un servizio a una società interamente pubblica, la legge prevede la consultazione dei cittadini. Si tratta, per chi volesse vederlo, dell’articolo 5, comma 2, del decreto legislativo 175/2016, il testo unico sulle partecipate.

Dice letteralmente: gli enti locali sottopongono lo schema di atto deliberativo a forme di consultazione pubblica, secondo modalità da essi stessi disciplinate.

Non occorre essere giuristi per capire che “disciplinate” vuol dire “normate”, “regolamentate”.

Orbene, l’ordinamento comunale di Melegnano contiene già norme specifiche per le forme di consultazione. Lo Statuto le istituisce e ne fissa i principi, il Regolamento di partecipazione le disciplina.

Il Capo II del Regolamento di partecipazione (Forme di consultazione) stabilisce infatti le norme degli strumenti consultivi, che possono essere attivati sia dall’amministrazione sia dai cittadini. Sono: richiesta di pareri; indizione di assemblee; effettuazione di sondaggi di opinione.

I pareri possono essere richiesti alle Consulte comunali, costituite sulla base delle associazioni cittadine, ma anche ai cCmitati, di quartiere o di servizio. Su alcuni provvedimenti sono obbligatori, su altri invece facoltativi.

Le Assemblee consultive seguono una procedura precisa, stabilita dal regolamento. Non si tratta di semplici incontri informativi, ma di veri e propri momenti di consultazione della popolazione, che si devono concludere con un documento finale contenente le conclusioni raggiunte e le proposte eventualmente avanzate.

Può quindi essere anche un modo per mettere a confronto opinioni differenti.

Le assemblee possono interessare l’intera popolazione oppure specifiche categorie di cittadini. Possono essere indette anche su base di quartiere.

Infine i sondaggi di opinione. Anche in questo caso il Regolamento prevede una procedura stringente. I sondaggi possono essere effettuati sull’intera popolazione oppure su campioni di cittadini. Va individuata la tecnica, che non è univoca ma che deve essere stabilita di volta in volta.

Naturalmente gli esiti delle consultazioni non sono vincolanti per l’amministrazione comunale, che però ha l’obbligo di tenerne conto e di motivare l’eventuale diniego.

Stupisce tutte le volte la notevole lungimiranza dello statuto di Melegnano.

Redatto nel 1991 e mai rivisto nella sostanza, contiene principi e istituti che ancora oggi sono di attualità, come queste forme consultive o gli istituti di partecipazione. Ha anticipato per molti versi alcuni strumenti innovativi di politica partecipativa che sono poi entrati nella prassi amministrativa.

Il nuovo affidamento del servizio rifiuti, proprio a causa della sua importanza e della sua eccezionalità, dovrebbe avvalersi di queste forme di consultazione. A partire dalle più semplici, come i pareri delle Consulte, che del resto vengono già richiesti obbligatoriamente per gli atti fondamentali del Consiglio come il bilancio.

Ma potrebbe essere occasione per sperimentare anche forme nuove come i sondaggi, che non sono mai stati realizzati prima d’ora, e che oggi possono essere effettuati anche on line.

Oppure le Assemblee consultive, fissate a norma di regolamento e raggiungendo un cospicuo numero di persone. Queste, se opportunamente sviluppate, si avvicinano a ben vedere alla concezione dei sondaggi deliberativi, uno degli strumenti più raffinati di democrazia deliberativa.

Insomma la Giunta, sentito anche il Consiglio competente in materia, dovrebbe indire una vera consultazione, utilizzando gli strumenti regolamentari, come stabilisce la legge. E non si dica che manca il tempo. L’affidamento alla MEA è scaduto nel giugno del 2019 e l’avvio del procedimento di affidamento a CEM è del maggio 2020. Se ci sono ritardi non devono ricadere sui cittadini.

Un’ultima riflessione va fatta, ed è sull’informazione. Le condizioni operative del nuovo servizio vanno illustrate nella fase consultiva, cioè prima dell’affidamento, non dopo. Almeno nelle loro linee essenziali. Se i cittadini sono chiamati ad esprimere un parere   sulla nuova gestione dei rifiuti urbani devono ben sapere in che cosa consiste.

In apertura, foto ilcittadino.it; sopra, foto cemambiente.it

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