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Crescono le persone che scelgono vegano e vegetariano. Un’indagine spiega perché

di Edgar Meyer

Mangiare vegan è molto semplice e soprattutto molto naturale. E infatti sempre più italiani stanno tornando a un’alimentazione che non prevede carne, pesce e derivati animali.

Quanti sono i veg in Italia?

Quasi una persona su dieci, in Italia, è vegana o vegetariana. Lo rivelano i dati del Rapporto Italia 2021 di Eurispes, giunto quest’anno alla 33^ edizione.

Secondo i risultati dell’indagine annuale vegetariani e vegani sono infatti l’8,2% della popolazione. Le persone che hanno dichiarato di essere vegetariane sono il 5,8% della popolazione, mentre i vegani sono il 2,4%. A scegliere un regime vegetariano sono più le donne rispetto agli uomini (6,9% contro il 4,7%). Tra i vegani, invece, la situazione è ribaltata: gli uomini sono il 2,7% contro il 2% delle donne.

Perché vegetariani?

Cosa spinge molti italiani ad abbracciare questi regimi alimentari? Per il 23,1% di quanti si sono dichiarati vegetariani o vegani questa scelta si inserisce in una più ampia filosofia di vita, che abbraccia una volontà più ampia di prendersi cura del mondo in cui viviamo. Per il 21,3% la scelta di un’alimentazione “plant-based” si configura come salutista, legata al proprio benessere, mentre per il 20,7% la scelta è fatta per rispetto nei confronti degli animali. Le altre motivazioni alla base della pratica vegana/vegetariana riguardano la tutela dell’ambiente (11,2%), la voglia di sperimentare nuovi stili alimentari (9,5%) e la convinzione di sacrificare quantità di cibo in favore della qualità, mangiando meno e meglio (5,9%).

Non più solo nicchia

Così, il mercato si adegua. I prodotti veg sono entrati da alcuni anni nella grande distribuzione organizzata. Non è più necessario cercarli nei negozi specializzati: ora si trovano negli scaffali dei supermercati con una scelta sempre più ampia e un giro d’affari multimiliardario.

L’emergenza sanitaria da Coronavirus ha avuto un forte impatto non solo sulla nostra vita, ma anche sulle abitudini alimentari dei consumatori. La maggiore attenzione per la salute, la sostenibilità e la provenienza degli alimenti ha cresciuto le file di chi adottano il veganesimo come stile di vita, fino a conquistare multinazionali come Nestlè e Domino’s Pizza. Ancora prima della pandemia, però, l’interesse verso un regime alimentare senza derivati animali (o, perlomeno, ad una alimentazione “flexitarian”, ovvero una dieta flessibile volta alla riduzione del consumo di carne e pesce) era già in aumento. Ora la tendenza è sempre più evidente, tanto che molti ristoranti ormai adottano la filosofia animal friendly: pietanze a base vegetale che sostituiscono carne, pesce e derivati.

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Roma città più veg d’Italia

Un circolo virtuoso che ha portato negli ultimi anni a una sempre maggiore presenza di locali dedicati ai vegetariani e vegani in tutta Italia: botteghe, trattorie, bar dedicati a frullati ed estratti, ma anche ristoranti gourmet e proposte di alta cucina.

Da Milano, con i suoi oltre quaranta locali, fin giù in Sicilia, con una grande attenzione a quelle ricette tradizionali del nostro Paese che rispettano anche la scelta di un’alimentazione priva di carne.

Ma nonostante questa crescita e questi grandi passi avanti l’Italia è realmente un paese per veg(etari)ani? Ni, stando ai dati del Vegetarian Cities Index 2021, che ha analizzato oltre 200 città in tutto il mondo, indagando sul grado di sostenibilità della vita dei vegetariani in ognuna di esse. Tra le migliori 75 solo quattro sono nel nostro Paese, le più grandi, in questo ordine: Roma, Torino, Milano e Napoli (supportata da un’importante fetta della tradizione campana di cucina a base verdure).

Il movimento vegano e gli affari

Anche i numeri della Veg Economy sono interessanti. Secondo l’Osservatorio Immagino Nielsen GS1 Italy nel 2018 in Italia il mercato alimentare vegetariano-vegano della grande distribuzione (Gdo) valeva 850 milioni di euro. E ancora. Secondo una ricerca dell’European Data Journalism Network, nell’ambito del mercato dell’Unione europea, le vendite dei prodotti alimentari alternativi a quelli di origine animale (carne, in particolare) sono aumentate del 451% negli ultimi 5 anni. Ne consegue che da qui al 2022 si prevede, in proiezione, un fatturato totale europeo di 6 miliardi di euro. Insomma: il mondo veg porta business.

Le alternative ai prodotti di origine animale

Le alternative a carne, pesce e prodotti derivati da animali sono tantissime. Libri di ricette vegetariane pullulano nelle librerie e nelle biblioteche. E anche su internet. Sul web è sufficiente digitare “ricette vegetariane” per avere 8.020.000 risultati in un secondo…Verdure e frutta, primi piatti e freschissime insalatone verdi, da quelle tradizionali a quelle a base di farro o orzo. Ma anche tanto altro. Dagli squisiti tortini ai funghi, alle zucchine o alle carote (queste ultime, come anche peperoni, albicocche, mango, melone, papaia e nespole, sono molto ricche di beta-carotene, che protegge la pelle preparandola all’abbronzatura) alla caponata, dalle bistecche di soia arrosto all’insalata di riso integrale, dalle pennette primavera agli involtini di melanzane alla mediterranea, dalle polpette di zucchine alle bavette al pesto, patate e fagiolini. E ancora: dallo sformato di verdure all’hamburger di ceci, dalla parmigiana bianca alle frittelle croccanti di patate ce ne è per tutti i gusti…

 

 

 

 

 

 

 

 

Il libro

Recentemente è uscito un interessante libro: “In viaggio per Veganville. Come creare un mondo senza crudeltà”. L’autore, il belga Tobias Leenaert, immagina un posto dove tutti sono gentili gli uni con gli altri, regna l’armonia e tutte le forme di vita vengono rispettate. Quel posto si chiama Veganville. Una città ideale costruita sulla cima di una montagna, che accoglie chiunque voglia dare il proprio contributo per rendere il mondo un posto migliore. Un passo alla volta. Con chiarezza, pragmatismo e un pizzico di provocazione, Leenaert propone un nuovo modo di pensare all’attivismo animalista e ambientalista, più inclusivo e flessibile, che coinvolga tutti: vegani di lunga data, vegetariani, onnivori, singoli individui, organizzazioni e aziende. Ricco di informazioni, consigli, esempi e riflessioni, In viaggio per Veganville è una vera e propria chiamata all’azione collettiva.

Campioni del mondo

Forse non tutti sanno che molti sportivi di successo sono vegetariani o vegani. Come il numero uno al mondo nel tennis, Novak Djokovic: 6 volte campione di Wimbledon, 20 Slam vinti.

Prima di lui, nel tennis, sono diventate veg le fortissime sorelle Williams: Venus – su consiglio dei medici per limitare la sindrome di Sjogren – è passata a un’alimentazione veg trascinando nella scelta anche Serena.

Scelta veg pure quella di Lewis Hamilton: il campione del mondo di Formula 1 ha detto che solo questa salverà il pianeta. Le giornate del pilota cominciano con porridge e proseguono con pane tostato e fagioli. Hamilton ama i falafel (polpettine di ceci speziate), il tortino di quinoa con cavoli freschi o zucca, orzo con fagioli verdi al vapore e pomodori secchi, con guacamole (salsa a base di avocado), un mix di grano germogliato e humus con verdure crude.

Tra gli atleti vegan più famosi c’è pure Carl Lewis, vincitore di dieci medaglie olimpiche e di dieci medaglie nei mondiali: l’uomo più veloce della Terra e quello che saltava più in lungo di tutti… Chiederanno anche a loro “ma senza carne e derivati animali, dove prendi le proteine”?

Perché carnivori? La teoria delle 3 N

Di fronte ai vantaggi dell’alimentazione a base vegetale, perché la maggior parte delle persone continua a mangiare carne, pesce e insaccati?

La psicologa Melanie Joy fornisce alcune motivazioni con la teoria delle “tre N della negazione”. La maggior parte delle persone ritiene che “mangiare animali è Normale”. I prodotti animali, infatti, sono in quasi tutti i menu, supermercati, programmi televisivi di cucina e in molti altri ambiti della vita di ogni giorno. Quindi è “normale” mangiarli. Ma si ritiene anche che “mangiare animali è Naturale”. È da decine di migliaia di anni che mangiamo carne e utilizziamo gli animali e, così come molti animali uccidono e mangiano a loro volta altri animali, per la maggior parte delle persone sembra del tutto naturale che l’Homo sapiens uccida e mangi altre specie.

Infine, si ritiene che “mangiare animali è Necessario”. Nonostante molti possano pensare che sia triste allevare e uccidere gli animali per ricavarne cibo, sono convinti che per sopravvivere abbiamo bisogno di mangiare carne, o quantomeno alcuni prodotti animali. La preoccupazione per la propria salute è uno dei fattori principali che li frena dal diventare o continuare a essere vegetariane o vegane.

Perché carnivori? La teoria del conformismo

Negli anni Cinquanta lo psicologo statunitense Solomon E. Asch selezionò dei partecipanti per un esperimento. Ai suoi pazienti disse che si trattava di uno studio sulla ricerca della percezione. In realtà stava conducendo una ricerca sul conformismo e la pressione sociale.

Asch mostrò ai partecipanti una serie di immagini e chiese loro quale, tra le tre linee presenti sulla destra, avesse la stessa lunghezza di quella sulla sinistra (la risposta corretta è ovviamente la A). Uno alla volta i partecipanti dovevano rispondere a voce alta. Tutti tranne uno all’interno del gruppo erano complici, a cui Asch aveva esplicitamente chiesto di fornire la stessa risposta errata. L’unico vero partecipante, completamente all’oscuro della situazione, doveva rispondere per ultimo. Asch scopri che in questa situazione più di un terzo (37%) dei partecipanti dava la risposta sbagliata, mentre nel gruppo di controllo solo l’1%. Quando ai partecipanti fu chiesto di fornire una spiegazione del perché, alcuni risposero di ritenere che il gruppo avesse ragione. Altri erano invece preoccupati di sembrare diversi, mentre altri ancora non volevano causare alcun tipo di problema.

Alla fine Asch concluse: “Nella nostra società la tendenza a conformarsi è così forte che persone giovani mediamente intelligenti e ben intenzionate sono disposte a negare l’evidenza”.

Quando le persone ritengono che mangiare prodotti animali sia del tutto normale, fanno decisamente fatica a credere che ci sia qualcosa di male. Poiché solo una minoranza di persone considera un problema il mangiare carne o agisce in modo diverso, la maggioranza consapevolmente non smette di pensare che mangiare carne possa costituire un problema morale, per non parlare di doversi comportare di conseguenza.

In conclusione…

Secondo lo psicologo Steven Pinker, la principale conclusione che possiamo trarre dal comportamento sociale è che “le persone si ispirino ad altre persone sul modo in cui comportarsi”. Insomma: la maggioranza delle persone mangia carne perché la maggioranza delle persone mangia carne…

Nonostante ciò, vegetariani e vegani sono in costante aumento. E fanno proprio il monito di Ovidio: “Cessate o mortali, dal contaminare con vivande nefaste i vostri corpi! Vi son messi, vi son frutti, che curvano con il loro peso i rami e, sulle viti, turgide uve. Vi son dolci verdure e altri prodotti che la fiamma può far graditi e teneri. A voi offre ricchezze la provvida Terra, ed alimenti miti, offre vivande senza stragi e senza sangue”.

In apertura, immagine tratta da healthspring; in questa pagina, in alto, immagini da nutrizionesana e greenMe.

 

 

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