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Addio a MEA, arriva CEM. Breve storia di una buona idea gestita male

di Pietro Mezzi

È di alcuni giorni fa la decisione del consiglio comunale di entrare a far parte di CEM Ambiente. La società, con sede a Cavenago di Brianza, è partecipata da una settantina di Comuni e dalla provincia di Monza Brianza e svolge l’attività di igiene ambientale per conto anche di diversi centri della nostra zona.

CEM Ambiente è una buona società che, ad esempio, ha permesso ai Comuni serviti di raggiungere percentuali altissime di raccolta differenziata, grazie all’introduzione dell’ecuosacco e, in alcuni comuni, della tariffa puntuale.

La decisione del consiglio comunale mette così fine all’esperienza pluridecennale di MEA, società mista (60% del Comune, 40% di un socio privato), che da sempre, prima come municipalizzata, poi come spa comunale e poi ancora come società per azioni mista, ha svolto in città il servizio di igiene ambientale.

Questa la notizia. Alle spalle della decisione del consiglio ci sono stati però gravi errori che hanno prodotto pesanti ritardi (due anni e mezzo), pericolose deviazioni di percorso (progetto Giacomelli), contraddizioni tra atti importanti (perizie giurate), conti che non superavano la prova del nove (verifica di congruità del servizio), mancata riduzione dei costi, assenza di garanzie scritte per il passaggio dei lavoratori in CEM.

In questi oltre quattro anni, inoltre, è totalmente mancata l’informazione, il coinvolgimento e l’ascolto dei cittadini e delle loro forme organizzate. Una mancanza, tra l’altro, che è avvenuta su un tema non secondario tra quelli che definiscono il rapporto tra Comune e cittadini-utenti, come la gestione delle attività ambientali, un servizio che a Melegnano vale 3 milioni di euro, coperti con la tassa sui rifiuti.

In questi anni chi ha seguito la vicenda ha assistito a un coacervo di errori che hanno palesato, se ancora ve ne fosse bisogno, l’inadeguatezza dell’amministrazione comunale a governare processi complessi come quello di cui stiamo parlando.

Chi ha partecipato, anche distrattamente, al dibattito di questi anni in consiglio comunale e in commissione si riconoscerà in questa ricostruzione e nel giudizio senza scampo sull’attuale giunta.

Un esecutivo e una maggioranza (tra l’altro non compatta, né sul voto finale né sui numerosi passaggi avvenuti nel corso degli anni; infatti, due consiglieri di maggioranza, al momento del voto, al pari dei consiglieri di minoranza presenti, sono usciti dall’aula) che con le loro azioni hanno gestito male un passaggio importante nella storia dei servizi pubblici locali.

L’idea dell’ingresso in CEM è stata e rimane una buona idea. Ciò che si contesta è la pessima gestione dell’intera vicenda. Che conferma un giudizio ormai consolidato su questa amministrazione giunta al capolinea.

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