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C’era una volta l’urbanistica partecipata. Sulle aree San Carlo-Bertarella il Comune è rimasto alla finestra

di Pietro Mezzi

C’era una volta la stagione dell’urbanistica e della partecipazione. Ora non c’è più. A Melegnano in particolar modo.

Un esempio di quella fase? Per trasformare, da produttiva a residenziale, l’area dell’ex Broggi-Izar (dismessa a partire dal 1993), tre anni dopo il Comune avviò un processo di urbanistica partecipata. Furono incaricati alcuni docenti della facoltà di architettura di Milano, i quali condussero e portarono a termine un lavoro di coinvolgimento dei cittadini (docenti e alunni di alcune scuole, l’associazione commercianti, ambientalisti, politici, amministratori comunali…), grazie al quale vennero formulate diverse proposte di riutilizzo delle aree e degli immobili industriali dismessi. Era un quarto di secolo fa: tracce di quell’esperienza sono custodite negli archivi comunali.

Quello fu un processo di partecipazione che non solo servì a informare, a fare cultura e a far comprendere la complessità dei temi urbanistici, ma fu utile sul piano politico: in consiglio comunale la variante al Prg passò senza voti contrari, con una sola astensione. Un risultato non secondario, quando si decidono le sorti di pezzi importanti del territorio comunale.

Sullo sfondo, l’area dell’ex Broggi-Izar dal ponte di via Frisi (foto di © Adriano Carafòli)

Fu quella una scelta politica, che incrociava l’accresciuta sensibilità di strati di popolazione ad occuparsi del bene comune. Una scelta che, proprio in quegli anni, in altre parti d’Italia, divenne prassi amministrativa. Ma alle volte anche le prassi virtuose, in assenza di volontà politica, stentano a farsi strada e rischiano di restare sulla carta.

Stentano assai a Melegnano, se pensiamo ad esempio a quanto non è avvenuto nella trasformazione, purtroppo assai prossima, delle aree della zona Ovest di Melegnano, meglio note con il nome delle aree San Carlo-Bertarella.

Si tratta di 400mila metri quadrati di suolo libero e agricolo, collocato tra i tracciati dell’autostrada e dell’alta velocità ferroviaria.

L’area della San Carlo-Bertarella e i quattro comparti urbanistici individuati nel Pgt comunale

Quattrocentomila metri quadrati di aree equivalgono a trasformare, in un colpo solo, l’8 per cento del territorio comunale e, in dimensione, l’intero quartiere Giardino.

Se pensiamo cosa ha significato per la nostra città la crescita tumultuosa negli anni Sessanta di quel quartiere, di quali costi – sociali, ambientali, di vivibilità – tale urbanizzazione ha comportato e, infine, quali profitti privati ciò ha determinato, forse riusciamo a renderci anche conto dell’importanza della trasformazione prossima ventura della San Carlo-Bertarella.

Ciò che sta per avvenire nella zona Ovest è qualcosa di significativo e importante per l’assetto futuro della città. Che ne segnerà lo sviluppo.

E tutto ciò avverrà senza alcun confronto con i cittadini, le loro forme organizzate, le associazioni, i comitati, i partiti.

Un confronto vero, preventivo, a carte scoperte sarebbe invece servito. Confronto che a Melegnano, in questi anni, non c’è stato.

Tutto questo non è avvenuto, né con le due amministrazioni di destra all’epoca dell’approvazione del Piano di governo del territorio (2012) e poi della sua variante (2017), né con l’amministrazione attualmente in carica a guida Pd (un partito che dovrebbe ispirarsi alla partecipazione e al confronto democratico, come si diceva una volta).

In tutti questi anni, non un’assemblea organizzata dai nostri amministratori, non un confronto pubblico, non un dibattito in consiglio comunale, ma solo annunci sui giornali.

Dall’estate del 2017 (epoca dell’insediamento dell’amministrazione Pd) ad oggi, il tempo ci sarebbe anche stato per informare, discutere, far crescere le opinioni, modificare anche radicalmente alcune delle scelte. E questo gli stessi cittadini che con il loro voto sostennero il sindaco in carica se lo sarebbero aspettato.

Tutto questo non è avvenuto. Non è avvenuto con il sindaco di Forza Italia, non è avvenuto con il sindaco del Partito Democratico. E non basta certo affermare che qualcosa di simile a quanto sta per avvenire stava già scritto nel programma elettorale della coalizione vincente. Non basta. Chi oggi afferma questo si pone in un atteggiamento difensivo e anacronistico (tra l’altro, ciò che stava scritto nel programma elettorale dell’attuale sindaco non corrisponde affatto a quanto verrà a breve realizzato. Vogliamo ricordare la storia del Polo tecnologico?).

Sulla vicenda San Carlo-Bertarella si è determinato, nella politica e nella prassi urbanistica locale, un vulnus difficilmente rimediabile, che rappresenta un precedente pericoloso.

A Melegnano il governo del territorio ha smesso di essere il luogo del confronto (e dello scontro) tra interessi (pubblici e privati) divergenti. Nel caso dell’urbanizzazione delle aree della zona Ovest poi, non si è neppure trattato di una forma, deprecabile, di urbanistica contrattata. Nel caso nostro, i privati hanno vinto senza giocare la partita. Il pubblico (il Comune) infatti non è neppure sceso in campo. È stato prono alle richieste dei promotori, in termini di sviluppi dimensionali, funzioni, cessioni pubbliche. La partita è stata vinta senza giocare. Dai privati.

Di questi ultimi aspetti (dimensioni, funzioni, cessioni, compensazioni, valori economici) torneremo a parlarne presto.

In apertura, il territorio comunale con evidenziate le aree della San Carlo-Bertarella

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