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Margherita Hack. Una scienziata geniale. Una grande donna

di Luciana Scaglione

Lo scorso 12 giugno Margherita Hack avrebbe compiuto 99 anni. L’abbiamo molto amata e ci manca. Ci manca il suo pensiero libero e illuminato. L’amore per la fisica e la sua capacità di divulgarla con semplicità e passione l’hanno resa famosa al grande pubblico perché non era solo una geniale astrofisica, Margherita Hack era soprattutto una grande donna e un esempio di onestà intellettuale. È stata l’ammirazione per la “donna” e la curiosità, che mi hanno indotta ad approfondirne la conoscenza effettuando una ricerca che è riassunta in queste poche righe.

La carriera

Margherita Hack, dopo aver compiuto gli studi (senza sostenere gli esami di maturità a causa dello scoppio della Seconda guerra mondiale) al Liceo classico statale Galileo di Firenze, nel 1945 si laurea, sempre a Firenze, in Fisica con una tesi di astrofisica sulle Cefeidi, realizzata all’osservatorio di Arcetri.

Ha occupato la cattedra di professoressa ordinaria di astronomia all’università di Trieste dal 1964 al 1992, anno nel quale fu collocata “fuori ruolo” per anzianità. Margherita Hack è stata anche la prima donna italiana a dirigere l’Osservatorio Astronomico di Trieste, portandolo a rinomanza internazionale, e direttrice del dipartimento di Astronomia dell’università di Trieste.

È stata anche membro dell’Accademia nazionale dei Lincei nella classe di Scienze fisiche matematiche e naturali. Ha lavorato in numerosi osservatori americani ed europei ed è stata a lungo componente di gruppi di lavoro dell’Esa e della Nasa

Ha pubblicato numerosi lavori originali su riviste internazionali e diversi libri, sia divulgativi che universitari.

Hack era fermamente convinta che esistessero altre forme di vita nella galassia, ma che per problemi legati alla lontananza, con esse non avremmo mai potuto stabilire un contatto. Fu sempre scettica invece riguardo agli Ufo nei cieli, definendoli “bischerate”.

La religione

Il padre di Margherita, Roberto Hack, fiorentino di origini svizzere, era di religione protestante. La madre, Maria Luisa Poggesi, toscana, era cattolica. Entrambi i genitori avevano abbandonato la loro religione d’origine per aderire alla Società teosofica italiana, per la quale il padre fu per un certo periodo segretario.

Con questi genitori va da sé che Margherita non poteva che crescere atea, non credeva in nessuna religione o forma di soprannaturalismo. Riteneva inoltre che l’etica non derivasse dalla religione, ma da “principi di coscienza”, che permettono a chiunque di avere una visione laica della vita, ovvero rispettosa del prossimo, della sua individualità e della sua libertà. Avversa a ogni forma di superstizione, comprese le pseudoscienze, dal 1989 fu garante scientifico del Cicap e, dal 2002, presidente onoraria dell’Unione degli Atei e degli agnostici razionalisti.

Seppur riluttante, dato il suo ateismo, sposò con cerimonia religiosa, nella chiesa di San Leonardo in Arcetri, il letterato Aldo De Rosa, suo compagno sino alla fine dei suoi giorni.

Margherita Hack con il marito, Aldo De Rosa (da, italian.tech)

Ha partecipato al docu-film Lunàdigas, uscito nelle sale cinematografiche italiane nel 2016, con una sua testimonianza sulla scelta di non avere figli.

Ha dichiarato: «Ho sempre pensato, con il mio compagno, che non volevamo figlioli. Non ero portata, mi sono sempre piaciuti più gli animali che i bambini…l’eredità si può lasciare anche agli allievi»… «Quella sull’origine della vita e dell’universo è una domanda che vive solo nella nostra testa, senza il cervello umano – che se le pone – questioni come l’ordine del creato e l’aldilà non esisterebbero».

In una delle ultime apparizioni televisive di Margherita Hack c’è tutta la summa filosofica delle sue acquisizioni nel campo dell’astrofisica: «il nostro intelletto si stupisce davanti a ciò che sfugge alle categorie kantiane con cui elabora l’esperienza del mondo e, nel tentativo di concepire l’infinito, si affida al divino».

Era sua convinzione che non fosse necessario avere una religione per avere una morale, infatti sosteneva: «se non si riesce a distinguere il bene dal male quella che manca è la sensibilità, non la religione».

Ha scritto libri di astronomia ma è più conosciuta per i testi di divulgazione a sfondo ateistico. L’ultimo suo libro è La libertà di non credere. Era convinta che tutto ciò che si dice in ambito religioso fosse privo di qualsiasi razionalità, e lo diceva con il cipiglio e la verve di una propagandista. Aveva una concezione della razionalità esclusivamente legata al mondo dei fenomeni materiali, controllabili dalla ricerca scientifica. Amava banalizzare la morte, ripetendo l’adagio di Epicuro: «Quando ci sono io non c’è la morte, e quando c’è la morte non ci sono io». Non esisteva evidentemente, per lei, una vita oltre la morte.

Impegnata per i diritti civili e per l’animalismo, riconosceva la norma del “non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”. Vegetariana fin da bambina, riguardo alla carne, dichiarò: «Non la mangerei mai, perché mi sembra veramente atroce uccidere milioni e milioni di animali…è veramente un’ecatombe ogni giorno sulla terra».

Anche politicamente non mancava di far sentire la sua voce. Si candidò alle elezioni regionali del 2005 in Lombardia, nella lista del Partito dei Comunisti Italiani ottenendo 5.634 voti nella città di Milano. Dopo la sua elezione ha, però, cedette il seggio al secondo in lista. Si candidò anche alle elezioni politiche del 2006, ma, anche stavolta eletta, rinunciò al seggio ottenuto per continuare a dedicarsi all’astronomia.

Il 12 agosto 2010 Margherita Hack fu premiata a Torre del Lago Puccini come “Personaggio gay dell’anno” per la sua attività a favore dei diritti civili e del riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali. In quell’occasione dichiarò che «da parte di altri Paesi è certamente un segno di civiltà. Noi invece siamo un paese arretrato, che non sa cos’è il rispetto della libertà. Il Vaticano è certamente un deterrente che influenza la classe politica, così la politica non è libera e non ha il coraggio di reagire. E se non reagisce questo significa che è più bacchettona della Chiesa e non sa cos’è il rispetto della libertà altrui».

Margherita Hack in copertina (foto, angelaserra.altervista.org)

Circa l’eutanasia la Hack la riteneva un diritto «un modo per sollevare dalla pena un uomo che soffre» e, per dar forza al suo pensiero, nel 2011 ha sottoscritto il proprio testamento biologico.

«L’Italia ha un governo che è tutto fuorché laico, era molto più laica la Dc, dove c’erano persone di alto valore morale». «In Italia – sosteneva Hack – non si riesce a fare una legge sul testamento biologico, quella che stanno preparando non serve a nulla, non si riesce a fare una legge per dare uguali diritti alle coppie di fatto, si vieta la ricerca sulle cellule staminali embrionali. L’Italia dovrebbe essere un Paese laico, in realtà laico vuol dire rispettare tutte le fedi rispettando tutti».

Pur essendo lontana dal mondo della musica, dietro richiesta del cantautore romano Stefano Pais, suo amico, nel 2006 ha accettato di scrivere il testo per il brano Questo è il mondo, col quale lo stesso Pais si candidava a partecipare al Festival di Sanremo dell’anno seguente. Il brano non è poi stato selezionato per la fase finale della manifestazione. Hack non ha nascosto il suo assoluto disinteresse per l’esito della selezione e per il Festival in generale, dando anche vita ad un battibecco in diretta Rai con Pippo Baudo.

Riteneva l’astrologia una bufala. L’insuccesso delle predizioni è però solo l’aspetto più immediato ed evidente della non scientificità dell’astrologia. In genere, infatti, le previsioni sono talmente vaghe che è difficile che non si riesca in qualche modo a rabberciare un’ancora più vaga conferma. La maggior parte di esse è pensata e costruita in modo tale da sottrarsi a qualsiasi confutazione.

Numerose le onorificenze assegnate, con le più svariate motivazioni.

Il valore di Margherita Hack è difficile da riassumere in poche righe, ci vorrebbe un altro libro. La speranza è aver reso l’idea di quanto grande fosse come donna e quanto grande fosse l’eredità che ha lasciato a tutti noi.

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