Written by 05:02 Attualità, news

Movida, le proposte del Comitato Melegnano Centro

a cura del Comitato di quartiere Melegnano Centro

Andate a vivere sul cocuzzolo della montagna”…“Preferite una città morta?”…“È sempre stato così, è così ovunque”…

Questi i più diffusi ritornelli che qualche anno fa imperversavano sulle principali pagine social locali, in replica a quei “brontoloni, imbruttiti, reazionari, vecchi” residenti del centro che esprimevano qualche perplessità circa alcune prassi che sempre più frequentemente e incisivamente parevano travalicare quegli standard di civile convivenza che da decenni caratterizzavano la nostra città.

È in questo clima (gli anni sono quelli tra il 2018 e il 2019) che si insedia il neocostituito Comitato Melegnano Centro.

Trattasi di semplice comitato cittadino su base territoriale e non certo di comitato “per la Melegnano silenziosa” o “della notte fatta per dormire”, ma le istanze di cui viene investito dai residenti del centro vertono pressoché sempre sul medesimo tema: il degrado delle ore notturne, le intollerabili emissioni sonore, la convivenza tra funzione commerciale e residenziale…

Certo una diatriba poco avvincente e vecchia come il cucco, che tuttavia, nella nostra cittadina, risulta storicamente composta con equilibrio. Un equilibrio che ha consentito ai cittadini melegnanesi e dei paesi limitrofi di fruire di vivaci occasioni di aggregazione, proposte culturali e ricreative (ad esempio il cinema all’aperto, concerti di ogni genere dal pop alla lirica, spettacoli teatrali e persino l’opera), senza limitare le prerogative di chi risiedeva nelle immediate vicinanze.

Unico contatto tra le due promiscue realtà era il brusio di sottofondo delle tante voci che rendevano viva e sicura la nostra città.

Le segnalazioni pervenute al Comitato in quegli anni si palesavano però in evidente contrasto rispetto al quadretto appena descritto. Un nuovo costume e nuovi atteggiamenti iniziavano a serpeggiare nelle serate melegnanesi: auto in doppia e tripla fila; urla e cori da stadio fino a notte inoltrata; musica sparata a livelli assordanti…e poi risse, costanti tafferugli, evidenti atteggiamenti prevaricatori, interventi di ambulanza e forze dell’ordine pressoché ogni weekend.

Un incessante crescendo di degrado, insicurezza, senso di impunità e disprezzo per le più comuni norme di civile convivenza che da allora non si è più arrestato (se non, spiace davvero doverlo ammettere, per le restrizioni anti-covid) e che ha visto la sua più clamorosa manifestazione in occasione delle prime serate del post lockdown 2020.

I “brontoloni” di cui in incipit, a quanto pare, non erano proprio dei visionari.

Se fino a pochi anni fa adolescenti e ragazzi melegnanesi potevano permettersi di gironzolare a ogni ora del giorno e della notte (in condizioni, rispettivamente, più o meno sobrie) in assoluta serenità, ora sanno che certi luoghi e passaggi è meglio evitarli, che è meglio passeggiare in compagnia piuttosto che da soli e che certe persone è meglio non guardarle in faccia.

In pochi lo dicono (parlar male della movida è tremendamente impopolare e puzza decisamente di vecchio), ben che meno i giovanissimi, che in questo habitat (a tratti più simile ad un luna park di periferia, che ad una vivace cittadina di provincia) devono comunque crescerci.

Ma tutti (tutti!) quelli che negli ultimi due anni hanno frequentato il centro cittadino nelle ore notturne, lo sanno. E almeno la popolazione adulta dovrebbe denunciarlo.

È partendo da queste evidenze che il Comitato Melegnano Centro si è sin da subito impegnato per avviare un costante percorso di confronto con l’amministrazione comunale, per dare atto delle doglianze ricevute e per proporre soluzioni concrete, che contemplassero tanto i profili “dissuasivi”, quanto quelli di una nuova valorizzazione degli spazi comuni.

Non si può negare che l’amministrazione comunale si sia mostrata sempre disponibile all’ascolto e che abbia provato, con i dichiarati scarsi strumenti a sua disposizione, a mettere “una pezza” alle più evidenti anomalie.

Ne sono una prova le ordinanze sindacali che si sono susseguite nelle ultime estati, volte – tra le altre cose – a limitare le emissioni sonore entro la mezzanotte. Provvedimenti che, seppur criticati (si pensi al comunicato di Confcommercio Melegnano del 30 giugno dello scorso anno, che definiva l’interruzione delle emissioni sonore all’esterno entro le 24 quale “ennesimo duro colpo alle attività di pubblico esercizio”), senz’altro hanno provato a ridisegnare il confine tra diritti (al riposo, al lavoro, all’esercizio di un’iniziativa economica che non confliggesse con l’utilità sociale) e devianze (quelle di chi pretende di “sfruttare” la città a suo uso e consumo, senza curarsi di chi le “abita”).

Ma se lodevole è stato l’impegno all’ascolto e all’intervento “d’urgenza” dell’attuale giunta, non si possono specularmente ignorare le debolezze del suo operato che, si ritiene, possano essere così sintetizzate: a) il desiderio di non scontentare nessuno; b) la dichiarata consapevolezza di non disporre di risorse sufficienti per controllare la città nelle serate di movida.

E sono proprio queste debolezze a far emergere l’essenza del tema di cui si dibatte: chi accontentare e chi scontentare?

Un tema che certo non può ridursi ad una sterile diatriba tra chi vuole dormire e chi vuole divertirsi. Gli aspetti educativi, salutari, culturali e sociali coinvolti impongono a chi amministra di misurare e – entro i limiti consentiti dall’ordinamento – scegliere quali beni tutelare in via prioritaria rispetto ad altri.

Pare che l’attuale maggioranza non intenda più aggirare il problema e con la seduta 9 aprile scorso della V^ commissione consiliare Antimafia e cultura della Legalità abbia inteso avviare un percorso di confronto con gli attori maggiormente coinvolti (rappresentanti dei residenti, rappresentanti dei commercianti, pubblici esercenti).

Il Comitato Melegnano Centro, invitato a partecipare all’incontro, non ha perso occasione per proporre un iter di lavori che si ritiene siano ormai imprescindibili.

In primo luogo, approvare un Regolamento per la convivenza tra le funzioni residenziali e le attività di esercizio pubblico e svago (insomma, uno strumento utile per colmare in maniera organica quei vuoti normativi che oggi rendono difficile individuare le devianze ed arginarle), poi elaborare efficaci strategie che consentano di controllare il rispetto di tale regolamento (e delle ulteriori norme già esistenti) e di arginare le degenerazioni descritte in premessa.

Interventi che potrebbero articolarsi in: azioni che incentivino i cittadini a riappropriarsi degli spazi comuni ormai a lungo lasciati in balia della cosiddetta “mala-movida” (proposte culturali e ricreative anche alternative al mero “consumo” e indirizzate ad ogni fascia anagrafica della popolazione potrebbero giocare un ruolo fondamentale, anche a vantaggio degli stessi esercenti); sistemi di collaborazione tra amministrazione, esercenti e residenti; interventi mirati delle forze dell’ordine nelle serate di movida.

Spiace davvero constatare a un Comitato cittadino, che nella funzione consultiva e partecipativa ha la propria ragion d’essere, che con una breve nota resa all’esito della predetta seduta Confcommercio Melegnano ha manifestato la propria “assoluta contrarietà, nel metodo e nel merito, rispetto alla possibilità che tale Commissione si occupi di redigere un nuovo regolamento”.

Da parte sua il Comitato è ben lieto di apprendere che la Commissione Consiliare che abbia avviato i lavori sia proprio la V^. L’esigenza di elaborare strumenti e strategie utili a consentire una quanto più diffusa interiorizzazione delle norme di civile convivenza e virtuosa riscoperta dello spazio pubblico pare in perfetta sintonia con le attribuzioni che le sono proprie (ossia promuovere azioni finalizzate alla cultura della legalità).

La disponibilità del Comitato alle consultazioni (in quella o altra Commissione) è stata resa nota all’amministrazione comunale in una nota di pochi giorni fa, con cui si auspicava il dibattito prendesse le mosse proprio da una riflessione sui beni e sui valori che l’agognato Regolamento mirerà a tutelare.

Un tema tutto politico, a cui chi amministra non può più sottrarsi.

In apertura, il centro di Melegnano la sera (fonte, Il Cittadino)

(Visited 445 times, 1 visits today)
Close