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Omaggio melegnanese alla partigiana Chicchi, Costituente ribelle

di Sara Marsico

La scorsa settimana la Giunta del Comune di Melegnano ha approvato la delibera per intitolare i Giardini di via dei Tigli a Teresa Mattei. Questo provvedimento rappresenta la fase finale di un progetto “storico” di collaborazione, iniziato con l’ex assessora Raffaela Caputo e proseguito con le assessore Salvaderi e Ravarini, tra l’Istituto Benini di Melegnano, l’Amministrazione comunale e l’associazione Toponomastica femminile. Il progetto ha avuto inizio nel 2012 con l’approvazione da parte del Consiglio comunale di un ordine del giorno approvato all’unanimità per il riequilibrio di genere nell’intitolazione delle vie nella nostra città. L’istanza di intitolazione alla Madre Costituente è stata il frutto di un percorso di cittadinanza attiva realizzato lo scorso anno scolastico dalla 2M del Liceo delle Scienze Umane durante le ore di diritto.

Ad ogni persona della classe era stato assegnato l’approfondimento della vita di un o una Costituente, su cui relazionare alla classe, esercitando così le proprie capacità di ricercare fonti in rete, scrivere, parlare in pubblico e tenere l’attenzione della classe. Esaurite le relazioni, le ragazze e i ragazzi si sono cimentati in una specie di seduta parlamentare in cui ogni persona era chiamata a sostenere le ragioni  dell’intitolazione del proprio o della propria Costituente, esercitando le proprie capacità di persuasione.

Teresa Mattei è risultata la più votata. Il lockdown del 2020 ha sospeso il progetto, ma quest’anno l’attuale 3M ha visto realizzata la sua proposta.

La vita di Teresa Mattei non può essere riassunta in un articolo breve, per questo rinvio all’approfondimento sulla rivista di Toponomastica femminile vitaminevaganti, a cui collaboro, scritta in occasione della ricorrenza della sua nascita (qui il link).

Mi piace ricordare qui gli episodi dell’esistenza della partigiana Chicchi che più hanno colpito la classe: il suo gesto di ribellione alle leggi razziali, che la fece radiare da tutte le scuole del Regno, ma non le impedì di ripresentarsi agli Esami di Stato come privatista, su suggerimento del Padre Costituente Piero Calamandrei, abituale frequentatore della famiglia Mattei, insieme a persone dello spessore umano ed intellettuale di Natalia Ginzsburg, Ferruccio Parri, Giorgio La Pira, Carlo Levi, don Primo Mazzolari, Olivetti; il suo impegno antifascista nella diffusione di volantini contro il regime; la sua militanza nel Partito comunista e nella Resistenza, la lotta armata nelle  Brigate Garibaldi con il nome di Chicchi, il suo impegno come staffetta partigiana: raccoglierà indumenti e viveri, curerà collegamenti, trasporterà munizioni, armi, informazioni, documenti ed esplosivi, parteciperà ad attentati, entrando nei GAP e nei Gruppi di Difesa della donna.

«Le donne sono sempre concrete, hanno una mentalità orizzontale» racconterà più tardi «e anche in quelle circostanze gravi si tiravano su le maniche e facevano quello che si doveva fare. A me che ho fatto la partigiana e la gappista, non è che mi piacesse molto andare in giro a far saltare i treni o queste cose», che però si dovevano fare. La sottovalutazione dell’apporto delle donne alla Resistenza è cosa nota e sia Mattei che Iotti erano concordi nel ritenere che durante la Resistenza le donne erano state strumentalizzate. Una vicenda che ha particolarmente colpito la classe è stata la tortura e la ripetuta violenza sessuale subita da Teresa Mattei in occasione di un suo arresto, un episodio per riflettere su come le donne siano sempre due volte vittime delle dittature e delle guerre.

Altrettanto interessante il contrasto di Teresa Mattei, la più giovane Costituente eletta nelle fila del Pci, col segretario del Partito, Palmiro Togliatti che, venuto a conoscenza della sua gravidanza  dovuta ad una relazione con un uomo sposato, prepotentemente e vigliaccamente le chiese, con spirito bigotto e moralista, di abortire, per non recare disdoro all’immagine del Partito, proprio lui che quasi alla luce del sole e sotto gli occhi della moglie Rita Montagnana, intratteneva una relazione con Nilde Iotti a cui impose di non avere figli. Teresa Mattei gli rispose che siccome le ragazze madri non avevano diritti, in Parlamento le avrebbe rappresentate lei..

Anche l’apporto di Mattei alla redazione dell’articolo 3 della Costituzione è stato approfondito dalla classe, in particolare nella parte relativa all’uguaglianza sostanziale. Gli interventi di Mattei alla Costituente hanno sempre uno sguardo di genere e ci piace ricordarne un passaggio significativo: «Perciò noi affermiamo oggi che, pur riconoscendo come grande conquista la dichiarazione costituzionale, questa non ci basta. Le donne italiane desiderano qualche cosa di più, qualche cosa di più esplicito e concreto che le aiuti a muovere i primi passi verso la parità di fatto, in ogni sfera, economica, politica e sociale, della vita nazionale.

Non dimentichiamo che secoli e secoli di arretratezza, di oscurantismo, di superstizione, di tradizione reazionaria, pesano sulle spalle delle lavoratrici italiane; se la Repubblica vuole che più agevolmente queste donne collaborino alla costruzione di una società nuova e più giusta, è suo compito far sì che tutti gli ostacoli siano rimossi dal loro cammino, e che esse trovino al massimo facilitata ed aperta almeno la via solenne del diritto, perché molto ancora avranno da lottare per rimuovere e superare gli ostacoli creati dal costume, dalla tradizione, dalla mentalità corrente del nostro Paese.»

Dopo l’esperienza alla Costituente e l’espulsione dal partito, in cui si era opposta allo stalinismo di Togliatti, non prese più alcuna tessera ma si dedicò al suo impegno per i diritti delle donne, fondando insieme a Rossana Rossanda la Casa della cultura in via Borgogna a Milano in uno scantinato. Non le saremo mai abbastanza grati per questo, noi che l’abbiamo frequentata.

Fu poi attiva nella sua professione di pedagogista, lavorando soprattutto coi bambini, occupandosi di cinema e scuola, due formidabili strumenti didattici per l’educazione. Lavorò con Bruno Munari in attività visuali per i bambini disabili. Fondò nel 1995 Radio Bambina, una radio condotta dai bambini, ai cui diritti Mattei fu sempre sensibile, provando a proporne, inascoltata, il richiamo in Costituzione.

Era attenta al ruolo negativo che la televisione avrebbe potuto aver sui bambini e promosse molte attività per la promozione di una cultura di pace a partire dall’infanzia. Da Danilo Dolci imparò la differenza tra trasmettere e comunicare, riconoscendo che allora, come purtroppo ancora oggi, spesso la scuola è solo trasmettere. Istituì un Premio bellissimo, Il bambino permanente, il cui prototipo fu Cesare Zavattini ma che fu consegnato, tra gli altri, anche a Tiziano Terzani e Rita Levi Montalcini. Partecipò nel 2001 alla manifestazione pacifica a Genova dopo gli episodi gravissimi, culminati con la morte di Carlo Giuliani, del G8 di quello stesso anno. «Quella messa in atto dalle forze dell’ordine contro quei ragazzi, sembrava una scena tratta da La notte delle matite spezzate.» ebbe a dire in un’intervista a Gianni Minà. Per fortuna, grazie alla nostra Costituzione e ai suoi principi, pur se con colpevole ritardo, le vittime della Diaz hanno avuto giustizia.

Mi piace chiudere questo articolo con le parole che Mattei dedicò ad un incontro con i giovani dell’Arci di Mesagne, in provincia di Brindisi «Siete la nostra speranza, il nostro futuro. Custodite gelosamente la Costituzione. Abbiamo bisogno di voi in modo incredibile. Cercate di fare voi quello che noi non siamo riusciti a fare: un’Italia veramente fondata sulla giustizia e sulla libertà».

Sono certa che l’azione di cittadinanza attiva della 3M LSU avrebbe reso felice lo spirito libero di quella splendida ribelle che fu la Comandante di Brigata Chicchi Teresa Mattei, un esempio bellissimo a cui ispirarsi.

Per approfondimenti sull’attività di pedagogista di Teresa Mattei si rinvia alla bella trasmissione di Raitre dedicata ai Maestri, mentre un libro da consigliare è Una donna nella storia: dall’antifascismo militante all’impegno in difesa dell’infanzia di Patrizia Pacini pubblicato dalla Regione Toscana.

In apertura, l’intervento di Teresa Mattei all’Assemblea Costituente (fonte, lavocealessandrina.it)

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