Written by 06:09 Melegnano, news

Tour tra i Comitati di quartiere. I problemi della zona Ovest: barriere antirumore, San Carlo e viabilità

by Redazione

È uno dei più attivi comitati di quartiere di Melegnano. Ed è anche il più antico, il primo a darsi uno statuto; il primo, tanti anni fa, ad essere riconosciuto. E il nome di allora, Comitato in difesa della zona ovest di Melegnano, faceva capire fin da subito ciò che animava quel gruppo di persone: lo spirito battagliero della sua ispiratrice, Luciana Poggiato.

È proprio da lei che iniziamo il secondo giro tra i comitati di quartiere di Melegnano (la prima puntata dedicata al Comitato Montorfano è stata pubblicata su 20zero77 https://20zero77.it/viaggio-nei-comitati-di-quartiere-1-montorfano/).

Nonostante gli anni, Poggiato non ha perso il suo carattere di combattente e ancora oggi le cose che pensa non le manda a dire.

Luciana Poggiato (foto, ilcittadino.it)

«È vero, tutto è iniziato su mia iniziativa circa trent’anni fa, all’inizio degli anni Novanta – attacca Poggiato -. E siamo stati primi a Melegnano a darci una forma organizzata e a essere riconosciuti dal Comune. Era ed è stata un’azione di difesa dai rischi allora incombenti, che si chiamavano, come oggi del resto, traffico, verde, pulizia e sicurezza del quartiere. E una delle prime conquiste fu il parco delle Noci, voluto dall’assessore all’Ambiente di allora, Luigi Visigalli, su spinta nostra e con l’aiuto del Wwf e dell’instancabile Vincenzo Caminada. Il parco è cresciuto, è diventato un punto di riferimento del quartiere, un luogo di animazione e di didattica all’aperto. Oggi, lo spirito di allora, si è un poco perduto. I volontari latitano, c’è chi pensa (il riferimento è ai vertici attuali del Comitato Ovest; nda) che quella debba rimanere un’oasi naturale. Penso invece che si possano conciliare due funzioni: quella di oasi naturale per la maggior parte dell’area – il lago e il bosco – nella quale si entra solo con visite guidate, e, per una piccola area che comprende il centro visite e il prato antistante, quella di giardino urbano, senza aggiungervi alcuna struttura; uno spazio aperto tutti i giorni per ospitare anziani e mamme con bambini, didattica per le scuole e, in qualche caso, anche feste di quartiere. Questa soluzione richiede anche una separazione fisica delle due funzioni e per farlo basta una piccola rete».

L’ingresso del Parco delle Noci (foto Adriano Carafòli)

Chi non pare di questo avviso è l’attuale presidente del Comitato, Luigi Ventura.

«L’area verde del parco delle Noci è un’oasi e tale deve rimanere. Non può essere equiparata a un parco cittadino. Nel quartiere da qualche anno esiste un’area, con tanto di anfiteatro, da utilizzare come luogo adatto a ospitare eventi. Mi sembra una buona alternativa».

Due posizioni apparentemente lontane, ma che, volendo, potrebbero trovare una sintesi.

Sotto la gestione di Ventura il comitato si è dimostrato molto attivo e presente su diversi fronti.

Luigi Ventura, presidente del Comitato Ovest

«In questi tre anni di mandato abbiamo lavorato molto – sostiene Ventura -. Sul previsto insediamento della San Carlo, sulla viabilità del quartiere, sulle barriere antirumore dell’alta velocità ferroviaria. Sul primo tema abbiamo avuto rassicurazioni dall’amministrazione circa la viabilità futura e sull’impatto olfattivo delle attività produttive del gruppo alimentare. Sulla viabilità di quartiere le novità sono in arrivo: tra qualche settimana verrà interdetto l’accesso alla via Togliatti dalla provinciale per Landriano, mentre è stato installato un rilevatore di velocità su viale della Repubblica, anche se ne servirebbe un altro sul lato opposto».

Interessante, sempre in materia di traffico, il dato che gli stessi componenti del Comitato hanno direttamente rilevato: al mattino, dalle 7 alle 9, nei giorni feriali su via Togliatti transitano 800 mezzi provenienti dalla Santangiolina e dalla provinciale per Landriano.

«Una situazione non più sopportabile – aggiunge il presidente -. Che ha convinto l’amministrazione a intervenire».

L’esperto delle barriere antirumore è invece Francesco Pace, componete del direttivo del Comitato.

Francesco Pace, esponente del Comitato

«Il rumore a ridosso delle case più esposte al passaggio dei treni dell’alta velocità è insopportabile – afferma Pace -. Abbiamo scritto lettere, raccolto mille firme, organizzato una manifestazione, ma le ferrovie si sono dimostrate, ancora una volta e come sempre, un muro di gomma. Tempo fa, con una richiesta sottoscritta dai residenti, abbiamo chiesto ad Arpa di compiere le rilevazioni delle emissioni sonore. Dai rilievi è emerso che il livello sonoro diurno è conforme alle norme di legge (in base a una norma nazionale, nelle aree a ridosso delle ferrovie sono ammessi livelli acustici più elevati rispetto alle zone residenziali; nda), mentre esiste uno sforamento dei livelli sonori massimi ammessi durante la notte. Abbiamo interessato i comuni di Melegnano e Cerro al Lambro, che tempo fa avevano scritto al ministero dei Trasporti, ma al momento non abbiamo avuto risposte».

Sullo sfondo, il passaggio di un treno dell’Alta velocità; a destra le abitazione del Cipes (foto Adriano Carafòli)

Qui, al Cipes, a differenza di Montorfano, ancora non si parla di controllo di vicinato.

«No, non l’abbiamo attivato. È un problema di persone disponibili – commenta Ventura -. Sarà un tema del prossimo direttivo, perché a breve gli organi del comitato dovranno essere rinnovati». E su questo appuntamento, si annunciano sorprese.

Sopra e in apertura, una manifestazione di protesta del Comitato di quartiere contro l’inquinamento sonoro e per le barriere antirumore (foto, Comitato Ovest)

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