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San Carlo-Bertarella. Tutti i numeri dell’operazione urbanistica

di Pietro Mezzi

Più volte su questo blog abbiamo raccontato che cosa, dal punto di vista urbanistico, sta per accadere nell’area Ovest della città (in fondo all’articolo i link degli articoli pubblicati nei mesi scorsi).

In sintesi, succede questo: l’amministrazione comunale in carica sta per rilasciare, in base alle previsioni dei Piani di governo del territorio (Pgt) del 2012 e del 2017, le autorizzazioni a tre piani attuativi di dimensioni spaventose.

Tre piani attuativi che fanno parte dell’Ambito di Trasformazione AT24 del Pgt, meglio noto come ambito San Carlo-Bertarella.

Si tratta dell’enorme area ricompresa tra la strada provinciale per Landriano (a sud), la Melegnano-Binasco (a nord), l’autostrada Milano-Bologna (a est) e l’alta velocità ferroviaria (a ovest). Un’area a tutt’oggi libera e agricola, destinata però nel Pgt vigente a essere trasformata.

Negli articoli pubblicati nei mesi scorsi abbiamo affrontato diversi temi connessi a quest’operazione immobiliare: il consumo di suolo (stile Anni ‘60), l’assetto urbanistico (standard pubblici fortemente sottodimensionati), le destinazioni funzionali (industriale, logistica, commercio), la partecipazione pubblica (che non è mai stata attivata da chi aveva il compito di favorirla).

Con questo contributo vogliamo affrontare la vicenda illustrando i dati dell’operazione, che molto spesso parlano da soli e non hanno bisogno di tanti commenti.

La superficie complessiva dell’intervento è di 409mila metri quadrati: un numero molto importante per Melegnano, in quanto i quattro comparti in cui è suddivisa l’area (vedi l’immagine in apertura) rappresentano l’8% del territorio comunale ed equivalgono, giusto per rendere l’idea, all’intero quartiere Giardino. O, se si preferisce, a 57 campi di calcio.

Sui 409mila metri quadrati verranno edificati, e quindi resi impermeabili, per la realizzazione di edifici, piazzali e parcheggi, 250mila metri quadrati: il 61% del totale delle aree (nel conteggio sono escluse le superfici occupate dagli impianti tecnologici in quanto, secondo le norme tecniche del Pgt, non incidono sia nel rapporto di copertura sia nella volumetria; in realtà incidono, eccome!).

In compenso, il verde pubblico è ridotto al lumicino: su 409 mila metri quadrati, solo 49mila sono destinati a verde pubblico: il 12% del totale. Una miseria.

Per fare due esempi e renderci conto delle (s)proporzioni, a Milano, sulle aree dell’ex scalo ferroviario di Porta Romana (187mila metri quadrati), 100mila sono destinati a verde: il 53% (vedi disegno sotto). Mentre a Mind, il nuovo distretto scientifico-tecnologico che sta sorgendo sulle aree che hanno ospitato l’Esposizione universale del 2015, il 50% delle aree, in virtù dell’accordo di programma, è destinato a verde. Il 50%!

Qui, a Melegnano, siamo al 12%.

Ma non è finita. Fino ad ora i ragionamenti sviluppati si sono misurati con le superfici, con il grado di occupazione del suolo. Ma se per un attimo proviamo ad alzare lo sguardo e a immaginare cosa vorrà dire in termini di volumetrie, forse ci si può rendere conto dell’enormità dell’operazione urbanistica e immobiliare di cui stiamo parlando.

Come noto, le norme tecniche del Pgt consentono altezze massime di 15 metri. Si tratta di altezze adatte a ospitare edifici produttivi industriali, commerciali e di logistica (tutte funzioni ammesse dal Pgt vigente).

Bene, ecco ancora qualche numero.

L’edificio che dovrà sorgere sul comparto A (quello più a nord, con destinazione logistica), verso la Binasca per capire, avrà una volumetria di 255mila metri cubi.

Il Data Center, che dovrebbe sorgere sulle aree del comparto B1 (area Bertarella), avrà una volumetria pari 406mila metri cubi.

Gli edifici che verranno costruiti sull’area più piccola, quella del comparto B2 (in fregio alle vie Morandi e Rizzi), avranno una volumetria di 97mila metri cubi.

Infine, sulle aree del comparto C, quelle della San Carlo, sono previsti 833mila metri cubi.

Il totale fa 1milione e 591mila metri cubi. Un’enormità.

Volendo fare un altro paragone, sui 409mila metri quadrati delle aree San Carlo-Bertarella verranno costruiti, in termini volumetrici, l’equivalente di 13 grattacieli Pirelli. Non in verticale certo, ma in orizzontale (il Palazzo Pirelli supera di poco i 125mila metri cubi).

Un accenno infine alle altezze. 15 metri di altezza equivalgono a una palazzina di 5 piani fuori terra. In futuro, quindi, transitando sulla via per Carpiano e anche su quella per Landriano vedremo edifici industriali alti come una palazzina di 5 piani (com’e noto, la zona è prevalentemente residenziale).

Siamo di fronte a una operazione urbanistica aberrante, non controllata dalla mano pubblica, disegnata unilateralmente dagli operatori privati (dov’era il Comune quando venivano proposte queste volumetrie, queste superfici, questi standard?), che segnerà, in negativo, il destino della zona Ovest e della città nel suo complesso.

Un’operazione urbanistica di cui qualcuno – sia chi l’ha voluta con i Pgt del 2012 e del 2017 sia chi la sta attuando senza alcun criterio – ne porterà la responsabilità.

Per non diventare corresponsabili, occorre mobilitarsi e darsi da fare. Qualcuno lo sta già facendo. Occorre essere ancora di più di qualcuno.

I link degli articoli già pubblicati:

https://20zero77.it/san-carlo-bertarella-cittadini-e-associazioni-ambientaliste-chiedono-lo-stop/

https://20zero77.it/san-carlo-e-teleriscaldamento-atti-non-parole/

https://20zero77.it/san-carlo-bertarella-a-settembre-una-manifestazione-per-il-suolo-lambiente-e-il-futuro/

https://20zero77.it/san-carlo-bertarella-che-fare/

https://20zero77.it/san-carlo-bertarella-unoperazione-urbanistica-scellerata-che-si-poteva-evitare-e-mancata-la-volonta-politica/

https://20zero77.it/cera-una-volta-lurbanistica-partecipata-sulle-aree-san-carlo-bertarella-il-comune-e-rimasto-alla-finestra/

https://20zero77.it/no-al-consumo-di-suolo-sullarea-san-carlo-bertarella-a-melegnano/

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